F1
TastoEffeUno.it
La "Guida in linea" sul Web!
GUIDE
TUTORIALS
CORSI
TEMPLATE
VIDEO
QUIZ
GIOCHI DIDATTICI
Concorso Magistratura Tributaria 2025
MATERIA: DIRITTO TRIBUTARIO
Quesiti Risposta Multipla
Ai sensi dell'art. 54 del d.P.R. del 26 ottobre 1972 n. 633:
L'ufficio dell'imposta sul valore aggiunto può procedere alla rettifica della dichiarazione annuale presentata dal contribuente quando ritiene che ne risulti un'imposta superiore a quella dovuta ovvero una eccedenza deducibile o rimborsabile superiore a quella spettante.
L'ufficio dell'imposta sul valore aggiunto procede alla rettifica della dichiarazione annuale presentata dal contribuente quando ritiene che ne risulti un'imposta inferiore a quella dovuta. Non procede alla rettifica della dichiarazione annuale quando ritiene che ne risulti una eccedenza detraibile o rimborsabile superiore a quella spettante.
L'ufficio dell'imposta sul valore aggiunto procede alla rettifica della dichiarazione annuale presentata dal contribuente quando ritiene che ne risulti un'imposta inferiore a quella dovuta. Laddove risulti una eccedenza detraibile o rimborsabile inferiore a quella spettante, l'ufficio provvede a rimborsare, anche in assenza d'istanza del contribuente, il credito d'imposta a quest'ultimo spettante.
L'ufficio dell'imposta sul valore aggiunto procede alla rettifica della dichiarazione annuale presentata dal contribuente quando ritiene che ne risulti un'imposta inferiore a quella dovuta ovvero una eccedenza detraibile o rimborsabile superiore a quella spettante.
Ai sensi dell’art. 4 del d.P.R. del 22 dicembre 1986 n. 917:
I redditi dei beni dei Figli minori soggetti all'usufrutto legale dei genitori sono imputati per metà del loro ammontare lordo a ciascun genitore.
I redditi dei beni dei Figli minori, non soggetti all'usufrutto legale dei genitori, sono imputati per metà del loro ammontare netto a ciascun genitore.
I redditi dei beni dei Figli minori, non soggetti all'usufrutto legale dei genitori, sono imputati per metà del loro ammontare lordo a ciascun genitore.
I redditi dei beni dei Figli minori soggetti all'usufrutto legale dei genitori sono imputati per metà del loro ammontare netto a ciascun genitore.
Ai sensi dell'art. 10 del d.P.R. del 26 ottobre 1972 n. 633:
Le prestazioni di servizi concernenti la concessione e la negoziazione di crediti e la gestione degli stessi da parte dei concedenti si considerano esenti dall'imposta sul valore aggiunto. Le operazioni di finanziamento si considerano escluse dall'imposta sul valore aggiunto.
Le prestazioni di servizi concernenti la negoziazione di crediti e la gestione degli stessi da parte dei concedenti si considerano escluse dall'applicazione dell'imposta sul valore aggiunto. Le operazioni di finanziamento si considerano esenti dall'imposta sul valore aggiunto. La concessione di crediti e la gestione degli stessi da parte dei concedenti si considerano imponibili ai fini dell'imposta sul valore aggiunto.
Le prestazioni di servizi concernenti la concessione e la negoziazione di crediti, la gestione degli stessi da parte dei concedenti e le operazioni di finanziamento si considerano esenti dall'imposta sul valore aggiunto.
Le prestazioni di servizi concernenti la concessione e la negoziazione di crediti e la gestione degli stessi da parte dei concedenti si considerano escluse dall'applicazione dell'imposta sul valore aggiunto. Le operazioni di finanziamento si considerano esenti dall'imposta sul valore aggiunto.
Ai sensi dell'art. 70-novies del d.P.R. del 26 ottobre 1972 n. 633:
La revoca dell'opzione per il gruppo IVA opera nei riguardi di tutti i soggetti partecipanti al gruppo IVA. Se la dichiarazione di cui al comma 1 dell'art. 70octies del d.P.R. del 26 ottobre 1972 n. 633 è presentata dal 1º gennaio al 30 ottobre, la revoca ha effetto a decorrere dal periodo d'imposta in corso.
La revoca dell'opzione per il gruppo IVA opera nei riguardi di tutti i soggetti partecipanti al gruppo IVA. Se la dichiarazione di cui al comma 1 dell'art. 70septies del d.P.R. del 26 ottobre 1972 n. 633 è presentata dal 1º gennaio al 30 ottobre, la revoca ha effetto dal periodo d'imposta in corso.
La revoca dell'opzione per il gruppo IVA opera nei riguardi di tutti i soggetti partecipanti al gruppo IVA. Se la dichiarazione di cui al comma 1 dell'art. 70novies del d.P.R. del 26 ottobre 1972 n. 633 è presentata dal 1º gennaio al 30 settembre, la revoca ha effetto a decorrere dall'anno successivo.
La revoca dell'opzione per il gruppo IVA opera nei riguardi di tutti i soggetti partecipanti al gruppo IVA. Se la dichiarazione di cui al comma 1 dell'art. 70sexies del d.P.R. del 26 ottobre 1972 n. 633 è presentata dal 1º gennaio al 30 novembre, la revoca ha effetto a decorrere dall'anno corrente.
Ai sensi dell'art. 54 del d.P.R. del 26 aprile 1986 n. 131:
Quando la registrazione deve essere eseguita d'ufficio a norma dell'art. 13 del d.P.R. del 26 aprile 1986 n. 131, l'ufficio del registro notifica apposito avviso di liquidazione al soggetto o ad uno dei soggetti obbligati al pagamento dell'imposta, con invito ad effettuare entro il termine di trenta giorni il pagamento dell'imposta e, se dallo stesso dovuta, della pena pecuniaria irrogata per omessa richiesta di registrazione. Nell'avviso devono essere indicati gli estremi dell'atto da registrare o il fatto da denunciare e la somma da pagare.
Quando la registrazione deve essere eseguita d'ufficio a norma dell'art. 15 del d.P.R. del 26 aprile 1986 n. 131, l'ufficio del registro notifica apposito avviso di liquidazione al soggetto o ad uno dei soggetti obbligati al pagamento dell'imposta, con invito ad effettuare entro il termine di trenta giorni il pagamento dell'imposta e, se dallo stesso dovuta, della pena pecuniaria irrogata per omessa richiesta di registrazione. Nell'avviso deve essere indicata la somma da pagare e gli estremi dell'atto da registrare; non è richiesta del fatto da denunciare.
Quando la registrazione deve essere eseguita d'ufficio a norma dell'art. 15 del d.P.R. del 26 aprile 1986 n. 131, l'ufficio del registro notifica apposito avviso di liquidazione al soggetto o ad uno dei soggetti obbligati al pagamento dell'imposta, con invito ad effettuare entro il termine di sessanta giorni il pagamento dell'imposta e, se dallo stesso dovuta, della pena pecuniaria irrogata per omessa richiesta di registrazione. Nell'avviso devono essere indicati gli estremi dell'atto da registrare o il fatto da denunciare e la somma da pagare.
Quando la registrazione deve essere eseguita d'ufficio a norma dell'art. 14 del d.P.R. del 26 aprile 1986 n. 131, l'ufficio del registro notifica apposito avviso di liquidazione al soggetto o ad uno dei soggetti obbligati al pagamento dell'imposta, con invito ad effettuare entro il termine di sessanta giorni il pagamento dell'imposta e, se dallo stesso dovuta, della pena pecuniaria irrogata per omessa richiesta di registrazione. Nell'avviso deve essere indicata la somma da pagare; non è richiesta l'indicazione degli estremi dell'atto da registrare o del fatto da denunciare.
Ai sensi dell’art. 3 del d.P.R. del 22 dicembre 1986 n. 917, l’imposta sul reddito delle persone fisiche:
Può applicarsi al reddito complessivo così come, stante quanto previsto dal secondo comma dell’art. 3 del d.P.R. del 22 dicembre 1986 n. 917, al reddito parziale. .
Può applicarsi al reddito complessivo così come, stante quanto previsto dal terzo comma dell’art. 2 del d.P.R. del 22 dicembre 1986 n. 917, al reddito parziale.
Si applica sul reddito complessivo del soggetto.
Può applicarsi al reddito complessivo così come, stante quanto previsto dal terzo comma dell’art. 3 del d.P.R. del 22 dicembre 1986 n. 917, al reddito parziale.
Secondo quanto previsto dall’art. 9, comma 3, del d.P.R. del 22 dicembre 1986 n. 917:
Per valore normale, salvo quanto stabilito nel comma 6 dell’art. 9 del d.P.R. del 22 dicembre 1986 n. 917 per i beni ivi considerati, si intende il prezzo o corrispettivo mediamente praticato per i beni e i servizi della stessa specie o similari, in condizioni di libera concorrenza e al medesimo stadio di commercializzazione, nel tempo e nel luogo in cui i beni o servizi sono stati acquisiti o prestati, e, in mancanza, nel tempo e nel luogo più prossimi.
Per valore normale, salvo quanto stabilito nel comma 9 dell’art. 9 del d.P.R. del 22 dicembre 1986 n. 917 per i beni ivi considerati, si intende il prezzo o corrispettivo mediamente praticato per i beni e i servizi della stessa specie o similari, in condizioni di libera concorrenza e al medesimo stadio di commercializzazione, nel tempo e nel luogo in cui i beni o servizi sono stati acquisiti o prestati, e, in mancanza, nel tempo e nel luogo più prossimi.
Per valore normale, salvo quanto stabilito nel comma 4 dell’art. 9 del d.P.R. del 22 dicembre 1986 n. 917 per i beni ivi considerati, si intende il prezzo o corrispettivo mediamente praticato per i beni e i servizi della stessa specie o similari, in condizioni di libera concorrenza e al medesimo stadio di commercializzazione, nel tempo e nel luogo in cui i beni o servizi sono stati acquisiti o prestati, e, in mancanza, nel tempo e nel luogo più prossimi.
Per valore normale, salvo quanto stabilito nel comma 7 dell’art. 9 del d.P.R. del 22 dicembre 1986 n. 917 per i beni ivi considerati, si intende il prezzo o corrispettivo mediamente praticato per i beni e i servizi della stessa specie o similari, in condizioni di libera concorrenza e al medesimo stadio di commercializzazione, nel tempo e nel luogo in cui i beni o servizi sono stati acquisiti o prestati, e, in mancanza, nel tempo e nel luogo più prossimi.
Ai sensi dell'art. 12 dello Statuto dei diritti del contribuente (L. 212 del 2000):
Quando viene iniziata la verifica, il contribuente ha diritto di essere informato delle ragioni che l'abbiano giustificata e non dell'oggetto che la riguarda, della facoltà di farsi assistere da un professionista abilitato alla difesa dinanzi agli organi di giustizia tributaria, nonché' dei diritti e degli obblighi che vanno riconosciuti al contribuente in occasione delle verifiche.
Quando viene iniziata la verifica, il contribuente ha diritto di essere informato delle ragioni che l'abbiano giustificata e dell'oggetto che la riguarda, della facoltà di farsi assistere da un professionista abilitato alla difesa dinanzi agli organi di giustizia tributaria e, nell'eventualità in cui il contribuente abbia posto in essere condotte in evasione d'imposta, penale nonché' dei diritti e degli obblighi che vanno riconosciuti al contribuente in occasione delle verifiche.
Quando viene iniziata la verifica, il contribuente ha diritto di essere informato delle ragioni che l'abbiano giustificata e dell'oggetto che la riguarda, della facoltà di farsi assistere da un professionista abilitato alla difesa dinanzi agli organi di giustizia tributaria, nonché' dei diritti e degli obblighi che vanno riconosciuti al contribuente in occasione delle verifiche.
Quando viene iniziata la verifica, il contribuente ha diritto di essere informato delle ragioni che l'abbiano giustificata e dell'oggetto che la riguarda, della facoltà di farsi assistere da un professionista abilitato alla difesa dinanzi agli organi di giustizia tributaria e amministrativa, e non dei diritti e degli obblighi che vanno riconosciuti al contribuente in occasione delle verifiche.
Quale norma dello Statuto dei diritti del contribuente (L. 212 del 2000) disciplina i profili della c.d. "rimessione in termini"?
L'art. 7-sexies dello Statuto dei diritti del contribuente (L. 212 del 2000).
L'art. 8-quater dello Statuto dei diritti del contribuente (L. 212 del 2000).
L'art. 9 dello Statuto dei diritti del contribuente (L. 212 del 2000).
L'art. 7-ter dello Statuto dei diritti del contribuente (L. 212 del 2000).
Ai sensi dell'art. 3 del d.lgs. del 31 ottobre 1990 n. 346, nei casi di cui al comma 2 della disposizione:
Il beneficiario deve dimostrare, entro tre anni dall'accettazione dell'eredità o della donazione o dall'acquisto del legato, di avere impiegato i beni o diritti ricevuti o la somma ricavata dalla loro alienazione per il conseguimento delle finalità indicate dal testatore o dal donante.
Il beneficiario deve dimostrare, entro quattro anni dall'accettazione dell'eredità o della donazione o dall'acquisto del legato, di avere impiegato i beni o diritti ricevuti o la somma ricavata dalla loro alienazione per il conseguimento delle finalità indicate dal testatore o dal donante.
Il beneficiario deve dimostrare, entro cinque anni dall'accettazione dell'eredità o della donazione o dall'acquisto del legato, di avere impiegato i beni o diritti ricevuti o la somma ricavata dalla loro alienazione per il conseguimento delle finalità indicate dal testatore o dal donante.
Il beneficiario deve dimostrare, entro due anni dall'accettazione dell'eredità o della donazione o dall'acquisto del legato, di avere impiegato i beni o diritti ricevuti o la somma ricavata dalla loro alienazione per il conseguimento delle finalità indicate dal testatore o dal donante.