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MATERIA: COMPRENSIONE DEL TESTO
Quesiti Risposta Multipla
Il reddito di una nazione è la somma dei redditi di tutti gli abitanti di quel Paese. Un Paese dove la maggior parte della gente è povera sarà dunque un Paese povero o un Paese a basso reddito. Ciò è vero anche se nel Paese vi sono alcune persone che sono ricche o anche molto ricche.
Il fatto che in un Paese vi siano persone anche molto ricche, non significa che si tratta di un Paese ricco. Infatti, il reddito di una nazione è la somma dei redditi di tutti i suoi abitanti: se in maggioranza essi sono poveri, il Paese sarà a basso reddito.
Per valutare la ricchezza di una nazione, bisogna sommare i redditi di tutti i suoi abitanti poveri. Si potrebbe scoprire che un Paese in cui vi sono persone che sono ricche o anche molto ricche, è un Paese a basso reddito.
Non necessariamente la presenza di alcune persone che sono ricche o anche molto ricche, significa che il reddito nazionale del loro Paese sia sopra la media. Se vi sono anche dei poveri, poiché il reddito di una nazione è la somma dei redditi di tutti i suoi abitanti, il Paese potrebbe non essere ricco.
La prima rivoluzione industriale alla fine del XVIII secolo aveva posto le premesse per un radicale mutamento del sistema produttivo e quindi della stessa struttura della società occidentale, anche se nel settore agricolo le innovazioni dovute al progresso tecnico ebbero un'affermazione limitata. Con la seconda rivoluzione industriale, risalente al primo ventennio del XIX secolo, l'evoluzione tecnologica trovò applicazione principalmente nel settore manifatturiero.
La prima rivoluzione industriale alla fine del XVIII secolo aveva dato inizio a un radicale mutamento del sistema produttivo e della struttura sociale della civiltà occidentale. Con la seconda rivoluzione industriale, risalente al primo ventennio del XIX secolo, le innovazioni prodotte dal progresso tecnico, trovarono vasta applicazione nel settore manifatturiero, mentre ebbero un’affermazione più limitata in quello agricolo.
La prima rivoluzione industriale è stata un evento epocale che ha posto le premesse per un radicale mutamento del sistema produttivo dell'intero Occidente. Ma è con la seconda rivoluzione risalente all’inizio del XIX secolo che l'evoluzione tecnologica subisce una rapida accelerazione: mentre nel settore agricolo, però, le innovazioni dovute al progresso agricolo hanno avuto un'evoluzione piuttosto ridotta, in quello manifatturiero trovano vasta applicazione.
La prima rivoluzione industriale aveva posto le premesse per un radicale mutamento del sistema produttivo e culturale della società occidentale. Con la seconda rivoluzione industriale, risalente al primo ventennio del XIX secolo, sia nel settore agricolo sia in quello della manifattura si verificarono notevoli progressi.
La traumatica esperienza della depressione degli anni Trenta e la guerra diedero origine a una nuova ideologia, nella quale avevano la precedenza il raggiungimento della piena occupazione e la giustizia sociale attraverso un intervento attivo da parte del governo. Per raggiungere tali obiettivi era necessario che l’economia operasse a piena capacità, che i governi attenuassero le recessioni cicliche che avrebbero potuto verificarsi e, infine, che si sviluppasse una strategia di crescita di lungo periodo tale da consentire un’espansione ininterrotta dei benefici economici, che sarebbero potuti essere distribuiti attraverso lo Stato assistenziale. La chiave di volta di tutto fu l’economia mista.
La depressione e la guerra improntarono la successiva ideologia economica all’assunto della piena occupazione e della giustizia sociale. I governi perciò furono chiamati a interventi attivi perché, lavorando l’economia a pieno regime, si riducessero le possibili recessioni cicliche e, in una strategia di crescita di lungo termine, lo Stato assistenziale distribuisse i vantaggi economici, in continua espansione grazie all’economia mista.
Piena occupazione e giustizia sociale attraverso l’intervento attivo del governo erano gli obiettivi di una nuova ideologia nata negli anni Trenta. L’economia mista fu la scelta per arrivare a tutto ciò. I governi dovevano attenuare eventuali recessioni cicliche, l’economia doveva operare a piena capacità e si doveva sviluppare una strategia di crescita di lungo periodo.
Dopo la seconda guerra mondiale prese forma una nuova ideologia che aveva come obiettivi la piena occupazione e la giustizia sociale. Era perciò necessario che l’economia operasse a piena capacità, che i governi attenuassero le recessioni cicliche e si sviluppasse una strategia economica di lungo periodo per garantire la distribuzione dei benefici economici attraverso lo Stato assistenziale. Nacque così l’economia mista.
Sembra davvero che un limite del fumetto sia quello di non poter raccontare la cronaca. Compito solitamente affidato alla vignetta satirica, fumetto sui generis che, però, quando ci riesce commenta e non racconta. Il fumetto è il prodotto di lunga e laboriosa lavorazione, come il cartone animato e talvolta ancor più del cinema: quando si arriva a finire l’opera, i tempi, le notizie, i fatti del mondo sono bell’e che cambiati.
Il fumetto ha almeno un limite che la vignetta, fumetto sui generis, non ha; infatti quest’ultima più che raccontare la cronaca, la commenta e in questo modo non rischia che fatti e notizie siano ormai inesorabilmente trascorsi di tempo quando l’opera è finalmente compiuta.
È opinione diffusa che il fumetto non possa raccontare i fatti di cronaca, compito meglio svolto dalla vignetta, che del fumetto è una forma particolare ma che, quando è ben riuscita, più che raccontare commenta. Infatti la realizzazione di un fumetto vero e proprio è lenta e complessa, a volte più di quella di un cartone o di un film, al punto che una volta terminato, i fatti e le notizie di cui narra sono ormai superati.
Il compito di raccontare la cronaca è di solito affidato alla vignetta satirica più che al fumetto vero e proprio, perché quest’ultimo è troppo lungo e laborioso da realizzare – sia per questioni tecniche sia per questioni strettamente artistiche e di genere – e rischia di essere pronto solo quando le notizie e i fatti a cui si riferisce sono ormai trascorsi.
Della grafica ha fatto il suo lavoro, inventando un nuovo modo di concepire l'illustrazione: figure ironiche e giocose, non-sense e significati nascosti, fino al libro illeggibile, fatto di solo racconto per immagini. Bruno Munari ha precorso il design come arte industriale; si è occupato di educazione e pedagogia, arrivando a progettare il primo laboratorio didattico museale; del libro ha esplorato tutte le possibilità materiche, visive e tipografiche, a metà fra editoria e arte visiva.
Con le sue figure ironiche e giocose, con i non-sense, con il libro illeggibile che racconta per immagini, Bruno Munari ha rivoluzionato l'illustrazione anticipando il design, che ha applicato nella sperimentazione del primo laboratorio didattico; ha inoltre analizzato tutti gli aspetti del libro, tattili e visivi.
Bruno Munari è stato un innovatore nell'ambito dell'illustrazione tramite l'ironia e il gioco, i non-sense, i significati nascosti; ha inventato il libro illeggibile, immagini che raccontano. Ha anticipato il design come arte industriale, ha progettato il primo laboratorio didattico museale, ha sperimentato le possibilità del libro nei suoi aspetti materiali, visivi, tipografici, editoriali, artistici.
Bruno Munari, grafico e innovativo illustratore, con le sue figure allegre, a volte prive di senso, ha ideato il libro illeggibile, fatto di immagini. Ha organizzato un laboratorio didattico in un museo e ha indagato tutti gli aspetti editoriali e artistici del libro.
Il nostro principale punto di riunione era la casa del barone d'Holbach. Il detto barone era figlio di un nuovo arricchito che godeva di una fortuna abbastanza grande, della quale si serviva in maniera nobile, ricevendo letterati a casa sua e tenendo bene il suo posto in mezzo a loro con il suo sapere e le sue conoscenze: già da molto tempo in rapporti con Diderot, mi aveva cercato, tramite suo, anche prima che il mio nome fosse conosciuto. Una naturale ripugnanza mi impedì per molto tempo di rispondere ai suoi approcci. Un giorno mi chiese perché lo sfuggivo, gli risposi: «Siete troppo ricco». Si ostinò, e infine vinse. La mia più grande disgrazia è stato sempre di non sapere resistere alle carezze: non mi sono mai trovato bene ad avervi ceduto.
Il barone d’Holbach era un persona colta, ricca e fortunata. L’autore del brano (che stimava le doti intellettuali del barone, ma diffidava della sua ricchezza) cedette alla lunga (e tutto sommato a malincuore) alle sue lusinghe. Diderot ebbe una parte nel fare incontrare i due uomini.
D’Holbach era una persona colta che frequentava intellettuali. Egli tentò ripetutamente, attraverso Diderot, dapprima senza successo, di coinvolgere nelle sue iniziative la persona che ha scritto il brano. Quest’ultimo godeva di una certa notorietà e non era per carattere insensibile alle lusinghe.
D’Holbach aveva tentato di avvicinare l’autore del brano già da diverso tempo, ma senza risultati; riuscì finalmente a coinvolgerlo nelle sue iniziative grazie al suo amico Diderot e alla sua testardaggine. Egli si faceva chiamare barone, anche se in realtà non poteva fregiarsi del titolo, essendo figlio di un arricchito.
Il Senato degli Stati Uniti ha detto no a ulteriori trivellazioni nei santuari naturali dell’Alaska, al di là del Circolo polare artico.
Il Senato americano ha dato parere negativo alla trivellazione del suolo delle Chiese in Alaska.
Il Senato statunitense ha negato il permesso di trivellare ulteriormente le regioni artiche dell’Alaska.
Gli abitanti dell’Alaska si sono opposti alla trivellazione del loro territorio.
Intorno al 3500 a.C. le città si moltiplicano in tutta la Mesopotamia, lungo le rive del Tigri e dell’Eufrate e sugli itinerari commerciali verso l’Asia minore, da cui s’importano metalli e pietre preziose. Centro della città è il tempio, elemento propulsore di innovazioni nella vita sociale. Meta di pellegrinaggi i templi, costruiti in mattoni crudi, si arricchiscono per le offerte e per i tributi imposti dalla casta sacerdotale. L’esplosione di intensa vitalità in questo periodo e in questa regione è testimoniata anche dal forte aumento della popolazione, come dimostrano gli scavi che in una città della bassa Mesopotamia hanno portato alla luce più di mille tombe con ricchi e artistici corredi funerari.
Lungo il Tigri e l’Eufrate e sulle rotte commerciali per l’Asia Minore si formano molte città, che hanno come centro il tempio. Esso diviene l’elemento propulsore di innovazioni e si arricchisce sia per le offerte dei pellegrini sia per i tributi richiesti dai sacerdoti. In questa regione vi è un forte aumento della popolazione nelle città, come testimoniano le numerose tombe scoperte dagli archeologi.
Intorno al 3500 a.C. in Mesopotamia si formano molte città lungo il Tigri e l’Eufrate e sulle rotte commerciali per l’Asia Minore. Il tempio ne diviene il centro e l’elemento propulsore di innovazioni. I templi si arricchiscono per le offerte dei pellegrini e per i tributi richiesti dai sacerdoti. Il ritrovamento di numerose e ricche tombe testimonia anche il forte aumento della popolazione e l’intensa vitalità di questo periodo in Mesopotamia.
Intorno al 3500 a.C. in Mesopotamia si moltiplicano le città sulle rive dei fiumi e sulle rotte commerciali per l’Asia Minore. I templi diventano centro delle città ed elemento propulsore di innovazioni. Essi diventano sempre più ricchi. In questo periodo in Mesopotamia vi sono un’esplosione di vitalità e un grande aumento della popolazione.
I sociologi tendono a riservare il termine Nazione ad una popolazione che abbia sperimentato per parecchie generazioni una comunanza di territorio, di vita economica, di cultura, di lingua, di vicende storiche, al punto che la maggior parte degli individui ha sviluppato nei suoi confronti un elevato attaccamento affettivo. A causa di tali processi, l’idea e il sentimento di Nazione – di appartenere cioè ad una stessa Nazione – sono possenti fattori di integrazione sociale e di solidarietà.
Gli individui che compongono una Nazione (non necessariamente la totalità di essi) condividono un’eredità culturale. I legami di solidarietà che esistono tra questi individui generano in loro il sentimento di appartenere ad una stessa Nazione.
Per chi si occupa di sociologia, il termine “Nazione” ha un significato circoscritto. Esso indica una comunione di esperienze di varia natura tra diversi individui.
Un fortissimo sentimento di solidarietà è all’origine dell’idea di Nazione. In sociologia, si può parlare correttamente di Nazione solo se vi è comunanza di territorio tra diverse persone.
I manoscritti medievali sono decorati da splendide illustrazioni: le miniature. La parola deriva da “minio”, un colore rosso-arancione, che a quei tempi era molto usato sia per i disegni sia per le parole. Siccome nei manoscritti medievali quei dipinti, pur essendo piccoli, erano molto dettagliati e precisi, con il tempo il termine miniatura passò a indicare la rappresentazione in piccolo di persone o di oggetti.
Dal vocabolo “minio”, che indica un colore rosso-arancione usato per i disegni in età medievale, deriva la parola miniatura, che designa le illustrazioni di persone e oggetti nei manoscritti eseguite con quel particolare colore e con assoluta precisione.
I manoscritti medievali sono decorati da splendide illustrazioni che presentano un notevole grado di precisione nei dettagli. Proprio per questa accuratezza i dipinti vengono chiamati miniature, dal termine “minio”.
Il vocabolo miniatura, che designa le piccole e preziose illustrazioni dei manoscritti medievali, deriva da “minio”, un colore rosso-arancione molto utilizzato. Data la precisione e i dettagli dei dipinti dei manoscritti, il termine indicò in seguito la rappresentazione in piccolo di cose e figure umane.