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Quiz Concorso Vigili del Fuoco
MATERIA: COMPRENSIONE DEL TESTO
Quesiti Risposta Multipla
Il Senato degli Stati Uniti ha detto no a ulteriori trivellazioni nei santuari naturali dell’Alaska, al di là del Circolo polare artico.
Il Senato statunitense ha negato il permesso di trivellare ulteriormente le regioni artiche dell’Alaska.
Il Senato americano ha dato parere negativo alla trivellazione del suolo delle Chiese in Alaska.
Gli abitanti dell’Alaska si sono opposti alla trivellazione del loro territorio.
Sembra davvero che un limite del fumetto sia quello di non poter raccontare la cronaca. Compito solitamente affidato alla vignetta satirica, fumetto sui generis che, però, quando ci riesce commenta e non racconta. Il fumetto è il prodotto di lunga e laboriosa lavorazione, come il cartone animato e talvolta ancor più del cinema: quando si arriva a finire l’opera, i tempi, le notizie, i fatti del mondo sono bell’e che cambiati.
È opinione diffusa che il fumetto non possa raccontare i fatti di cronaca, compito meglio svolto dalla vignetta, che del fumetto è una forma particolare ma che, quando è ben riuscita, più che raccontare commenta. Infatti la realizzazione di un fumetto vero e proprio è lenta e complessa, a volte più di quella di un cartone o di un film, al punto che una volta terminato, i fatti e le notizie di cui narra sono ormai superati.
Il fumetto ha almeno un limite che la vignetta, fumetto sui generis, non ha; infatti quest’ultima più che raccontare la cronaca, la commenta e in questo modo non rischia che fatti e notizie siano ormai inesorabilmente trascorsi di tempo quando l’opera è finalmente compiuta.
Il compito di raccontare la cronaca è di solito affidato alla vignetta satirica più che al fumetto vero e proprio, perché quest’ultimo è troppo lungo e laborioso da realizzare – sia per questioni tecniche sia per questioni strettamente artistiche e di genere – e rischia di essere pronto solo quando le notizie e i fatti a cui si riferisce sono ormai trascorsi.
I tornado sono vortici depressionari di breve durata dove i venti possono raggiungere velocità molto elevate, superiori ai 300-400 Km/h; questi fenomeni avvengono essenzialmente nelle zone pianeggianti degli Stati Uniti e dell'Australia e si sviluppano sotto le grandi nubi temporalesche (cumulonembi). Un tornado medio ha un diametro di 100-200 m, si sposta sulla superficie terrestre a una velocità di alcune decine di Km/h e dura pochi minuti. Sono in grado di distruggere tutto quello che incontrano sul loro percorso a causa delle violente correnti ascensionali e dei venti fortissimi al loro interno.
I tornado sono vortici di venti che raggiungono i 300-400 Km/h. Queste depressioni si spostano velocemente e possono essere molto distruttive anche se durano pochi minuti, come accade nelle pianure nordamericane e australiane dove si verificano.
I tornado sono molto distruttivi sul loro percorso a causa delle violente scariche di corrente depressionaria al loro interno. Si sviluppano principalmente nelle pianure statunitensi e australiane.
Anche se i tornado sono molto distruttivi e i venti al loro interno possono raggiungere i 300-400 Km/h, sviluppandosi nelle pianure statunitensi e australiane non provocano mai niente di grave.
Attentati su larga scala all’aperto richiedono enormi quantità di agenti chimici, difficili da produrre ma anche da nascondere. Le stime del Pentagono quantificano sia necessaria almeno una decina di chili di Sarin per fare cinquanta vittime e almeno un centinaio per farne cinquecento. Non solo siamo ben lontani dai 280 grammi che avrebbe potuto ottenere James Tour, ma queste stime si riferiscono al Sarin puro: nel caso di una pari quantità di gas fatto in casa il numero delle vittime andrebbe drasticamente ridimensionato.
In base alle stime del Pentagono sul numero di chili di Sarin puro necessari per uccidere (circa 10 Kg per 50 morti, circa 100 Kg per 500), si può dedurre che per effettuare attentati su larga scala in luoghi aperti sarebbero necessarie quantità di agenti chimici ardue da produrre e anche da nascondere. James Tour avrebbe potuto ottenerne solo 280 grammi e, in più, nel caso di un prodotto “fatto in casa”, il numero di vittime prevedibile sarebbe inferiore.
In generale gli agenti chimici necessari per realizzare attentati sono difficili da produrre e anche da nascondere. Più aumenta la scala, più aumentano le quantità richieste e più le difficoltà crescono. Secondo le stime del suddetto Pentagono sono necessari 250 grammi di gas Sarin per uccidere un uomo. James Tour ne aveva sì 280 grammi, ma di Sarin non puro, “fatto in casa”, e quindi drasticamente meno letale.
Sono stime del Pentagono ad affermare che per realizzare grandi attentati all’aperto con il gas Sarin puro è necessario, ad esempio, utilizzarne 50 chili per uccidere 200 persone: è evidente che tale quantità è complicata da produrre e perfino da nascondere. James Tour, poi, aveva solo 280 grammi di gas Sarin e per di più non era puro, ma prodotto artigianalmente, quindi molto meno efficace.
La bambina con il cappotto rosso s’affacciò timidamente alla porta della baracca. Nella lunga fila delle donne internate vide sua madre e cominciò a chiamarla piangendo. Ma la madre non poteva udirla perché dagli altoparlanti uscivano grida che, in tedesco, impartivano ordini. Sapeva che non poteva allontanarsi dall’uscio, ma istintivamente corse verso la donna che, riconoscendola, la prese tra le braccia e la baciò. In quell’istante si udì una raffica e la madre cadde nel fango tenendo ancora stretta la bimba ferita ma viva.
Affacciandosi timidamente dalla baracca la bambina vide sua madre in fila con le altre internate. La chiamò piangendo, ma le voci dagli altoparlanti coprivano la sua. Corse istintivamente verso la madre che, riconosciutala, l’abbracciò baciandola, ma una raffica uccise la donna mentre ancora la teneva stretta.
Affacciatasi timidamente alla porta della baracca la bambina vide sua madre, ultima nella fila delle internate. Subito cominciò a chiamarla piangendo, ma la donna non poteva udirla a causa delle grida che venivano dall’altoparlante. Allora corse verso di lei e l’abbracciò, ma una raffica uccise la madre che cadde nel fango mentre ancora la stringeva.
Affacciatasi alla porta della baracca la bambina vide sua madre nella fila delle internate e la chiamò piangendo, ma la donna non poteva sentirla perché dall’altoparlante risuonavano ordini in tedesco. Allora corse verso la madre che, riconosciutala, l’abbracciò. Ma una raffica spietata spense immediatamente la loro gioia e la vita della donna.
Nessun bosco di conifere è completo senza i suoi gruppi di rapaci notturni, in particolare di civette. La più piccola civetta reperibile in queste foreste è la civetta nana euroasiatica, che ha l'abitudine di formare un legame di coppia permanente. Nidifica nelle cavità abbandonate dal picchio verde e, mentre la femmina cova le uova, il maschio è in giro a caccia di roditori e di uccellini per nutrirla. La femmina pulisce il nido gettando via escrementi e avanzi del cibo che si ammucchiano ai piedi dell'albero segnalando la presenza della coppia. Le civette nane sono abili nel canto e gli uccellini di cui vanno a caccia si radunano assieme, non appena sentono il suo richiamo, per assalirla e allontanarla.
Nei boschi di conifere vivono sempre rapaci notturni, il più piccolo dei quali è la civetta nana euroasiatica. Essa forma una coppia permanente e fa il nido nelle cavità degli alberi. Il maschio procura il cibo e la femmina cura la pulizia. Gli uccellini che la civetta caccia. quando ne sentono il canto si radunano per difendersi attaccandola.
La civetta nana euroasiatica è l'unico rapace notturno che vive nelle foresta di conifere. Essa forma una coppia permanente in cui il maschio si occupa di procurare il cibo e la femmina cura la pulizia del nido che insieme hanno costruito nella cavità degli alberi. La civetta produce un bel canto che, però, rivela sua presenza alle prede che cercano di allontanarla.
La civetta nana è un piccolo rapace che vive nelle foreste di conifere. Questo strigide forma una coppia permanente i cui membri si suddividono i compiti. Dopo aver costruito il nido nelle cavità degli alberi, la femmina ne cura la pulizia e, mentre essa cova, il maschio procura il cibo cacciando. Il suo bel canto ne rivela spesso la presenza alle prede che cercano di allontanarla.
Viene il sospetto che il Comitato per il Nobel in questo caso abbia preso un abbaglio e lo stesso Kary Mullis teme un pentimento tanto che in chiusura tiene a rassicurare gli autorevoli componenti del Comitato: “È vero sono una mina vagante, e avete corso il rischio che screditassi la vostra rispettabile istituzione, ma penso che non vi pentirete della vostra scelta”. E davvero c'è poco spazio per pentimenti perché, tra tante scoperte premiate con il Nobel, quella di Mullis, relativa alla tecnica di replicazione di segmenti di DNA detta Pcr, è una delle più importanti, limpide e incontrovertibili, tanto che il premio gli è stato dato insolitamente in fretta quando – come egli stesso confessa – “ero ancora abbastanza giovane per godermelo”.
Nonostante la sua relativamente giovane età (che ha rischiato di screditare l'autorevolezza del Comitato che assegna il premio), Kary Mullis è stato insignito del premio Nobel per la scoperta di una tecnica di replicazione di segmenti del DNA chiamata Pcr. L'importanza di tale scoperta è un fatto limpido e incontrovertibile e per questo la scelta del Comitato che ha premiato Mullis (che si definì "una mina vagante") è pienamente giustificata.
Anche se può sembrare un tipo strano e apparire troppo giovane per avere un riconoscimento prestigioso come il Nobel, lo scienziato Mullis ha già alle spalle scoperte limpide e incontrovertibili negli studi sul DNA e questa è una ragione più che sufficiente per premiarlo. Così deve aver pensato il Comitato che lo ha gratificato quando ancora era abbastanza giovane da godersi il premio.
Il sospetto di un abbaglio e voci sul pentimento di alcuni autorevoli membri del Comitato del Nobel circolano con insistenza in merito all'assegnazione del Nobel per la medicina al giovane Mullis, inventore della tecnica genetica del Pcr. Grande la gioia del premiato, soddisfatto di essere abbastanza giovane per godersi il premio.
Stando a questi dettagli, il dado appariva ormai tratto. Era infatti lo stesso Strozzi (che è tutto dire) a mostrare ormai senza più incertezze d’aver imboccato la via senza ritorno dello scontro armato. A spiegare l’improvvisa inversione politica dello Strozzi e del cardinal Salviati, ora pronti a muover l’armi dopo anni di resistenze e retropensieri e incoffessati tentativi di accordi sottobanco con l’oligarchia medicea di Firenze, concorrono motivazioni di genere diverso, politiche certamente, non meno che psicologiche.
Lo Strozzi si era mosso cautamente per un lungo periodo di tempo, allacciando trattative segrete con gli avversari. Il fatto di aver trovato un alleato nel Cardinal Salviati lo fece decidere di scendere in guerra con Firenze.
Lo Strozzi stava per scendere in guerra con la classe dirigente fiorentina legata ai Medici. Suo alleato in quest’impresa era il Cardinal Salviati. La sua decisione fu molto importante nel contesto delle vicende qui narrate.
Pochi sapevano che nel corso degli anni precedenti lo Strozzi aveva brigato di nascosto dal Cardinal Salvati per far cadere l’oligarchia medicea. La mutata situazione politica, unita a moventi di natura psicologica, contribuì a far cambiare atteggiamento ai due personaggi.
Nei primi anni del Novecento, un gruppo di donne decise a imbracciare la macchina da presa sfidarono benpensanti e conformisti per i temi e la vivacità con la quale trattarono le loro opere. Queste registe furono anticipatrici di un gusto che successivamente si è diffuso nella cinematografia mondiale: il neorealismo, il surrealismo e il film noir traggono le loro radici proprio da queste intrepide pioniere.
Le più grandi correnti cinematografiche del secolo scorso trovano la loro ispirazione nell’opera anticonformista di un gruppo di cineaste che imbracciarono la macchina da presa per sfidare i benpensanti.
Agli inizi del secolo scorso, un gruppo di registe decise di girare film rivoluzionari sia nei temi sia nella trattazione. Queste pioniere anticiparono e ispirarono correnti fondamentali della cinematografia mondiale quali neorealismo, surrealismo e film noir.
Neorealismo, surrealismo e film noir sono solo alcune delle correnti che si ispirarono all’esperienza di un gruppo di registe pionere della cinematografia mondiale, che decisero di scandalizzare l’opinione pubblica con le loro opere.
Le armi chimiche sono sostanzialmente dei veleni. E, in quanto veleni, la loro storia si perde nella notte dei tempi. Quando nel settembre del 1947 il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite decide di considerare gli ordigni nucleari tra le “armi di distruzione di massa”, il triste elenco comprende diversi tipi di gas tossici, già largamente usati durante la prima guerra mondiale.
Essendo di fatto dei veleni, in quanto tali le armi chimiche hanno una storia molto antica. Quando il Consiglio di Sicurezza dell’ONU decise di includere le armi nucleari tra quelle di distruzione di massa, l’elenco contava già un certo numero di gas tossici, utilizzati non occasionalmente durante il primo conflitto mondiale.
Le armi chimiche sono veleni utilizzati fin dalla notte dei tempi. Solo nel 1947, a New York, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha deciso di considerare gli ordigni nucleari come “armi di distruzione di massa”, quando i gas tossici erano ormai stati utilizzati per i 20 anni precedenti.
Le armi chimiche si possono considerare alla stregua delle sostanze velenose. In conseguenza di tale assunto, la loro origine può essere fatta risalire agli albori della civiltà. Quando nella seconda metà del 1947 il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a New York ha emanato una risoluzione in base alla quale gli ordigni nucleari venivano catalogati come “armi di distruzione di massa”, vi erano già plurimi e variegati esempi di tali turpi armi (gas tossici, ecc.), utilizzate addirittura già nel primo conflitto mondiale in dosi massicce.