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Capitolo

La grande vincita, Polina e la caduta di Aleksej

Il giocatore — Fëdor Dostoevskij

Dopo la rovina della nonna, la situazione dei personaggi precipita. Il Generale vede svanire la possibilità di sposare Blanche, perché senza eredità non ha più denaro né fascino sociale. De Grieux si allontana, lasciando dietro di sé tensioni e debiti. Polina resta in una condizione di grande turbamento.

Il rapporto tra Polina e Aleksej arriva a un punto decisivo. Polina sembra aver bisogno di denaro, forse per liberarsi da De Grieux o per risolvere una situazione umiliante. Aleksej interpreta questa richiesta come l’occasione per dimostrare finalmente il proprio amore e la propria forza.

Aleksej va alla roulette e comincia a giocare. In questa scena, il suo rapporto con il gioco cambia radicalmente. Non è più soltanto osservatore o accompagnatore. Entra direttamente nella febbre della puntata, nel ritmo delle vincite e delle perdite, nell’esaltazione del rischio.

Inaspettatamente, vince una somma enorme. La vincita lo esalta. Per un momento, Aleksej crede di aver conquistato potere, libertà e dignità. Il denaro sembra trasformarlo: non è più il precettore umiliato, ma un uomo capace di presentarsi davanti a Polina con una fortuna tra le mani.

La grande vincita però non risolve il suo dramma. Quando offre il denaro a Polina, il gesto è carico di ambiguità. Aleksej vorrebbe salvarla, ma anche ottenere riconoscimento. Vuole darle ciò di cui ha bisogno, ma desidera anche che ella comprenda la sua dedizione e forse si pieghi al suo amore.

Polina reagisce in modo doloroso e contraddittorio. Non accetta semplicemente il denaro come salvezza. Si sente forse umiliata, forse offesa, forse incapace di distinguere l’amore dalla dipendenza economica. Tra i due esplode tutta la tensione accumulata.

Il denaro, invece di liberare il rapporto, lo avvelena. Aleksej ha vinto, ma non conquista Polina. La roulette gli ha dato ricchezza improvvisa, ma non gli ha dato ciò che desiderava davvero: l’amore libero e sincero della donna.

Polina si ammala o cade in una crisi profonda, e viene poi aiutata da Mr Astley. L’inglese si conferma figura più stabile e protettiva. Aleksej, pur avendo vinto denaro, appare moralmente più debole di lui, perché resta dominato dall’esaltazione e dalla confusione.

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Dopo questi eventi, Aleksej parte con Mademoiselle Blanche. Blanche, che aveva abbandonato il Generale perché ormai privo dell’eredità sperata, si avvicina ad Aleksej proprio a causa della sua vincita. Ancora una volta, i rapporti sono guidati dal denaro.

A Parigi, Blanche usa Aleksej e il suo denaro per vivere nel lusso. Aleksej lo capisce, ma si lascia trascinare. Spende, accompagna, osserva, si adatta a una vita brillante e vuota. La sua ricchezza, conquistata con un colpo di fortuna, viene dissipata rapidamente.

La relazione con Blanche è molto diversa da quella con Polina. Polina rappresentava per Aleksej passione, sfida e tormento; Blanche rappresenta opportunismo, piacere superficiale e consumo. Con lei, Aleksej non cerca un grande amore, ma sembra lasciarsi andare alla logica del denaro facile.

Quando il denaro finisce, anche il potere di Aleksej svanisce. La grande vincita non ha costruito nulla di duraturo. Non ha salvato Polina, non ha dato dignità stabile al protagonista, non ha cambiato la sua vita in meglio. Ha soltanto aperto una nuova fase della sua dipendenza.

Aleksej diventa sempre più prigioniero del gioco. La roulette, che inizialmente sembrava uno strumento per ottenere libertà, diventa una catena. Egli non gioca più solo per Polina o per un obiettivo preciso: gioca perché non riesce a smettere.

La dipendenza dal gioco funziona come una falsa speranza continua. Anche dopo la rovina, Aleksej pensa alla prossima occasione, alla prossima vincita, alla possibilità di tornare grande in un istante. Il futuro viene ridotto a una puntata.

Il quarto capitolo mostra dunque il rovesciamento tragico della vincita. Aleksej ottiene denaro, ma perde il controllo di sé. Vince alla roulette, ma non vince nella vita. La fortuna lo esalta per un momento, poi lo lascia più vuoto e dipendente di prima.

Dostoevskij mostra così una verità profonda: non sempre la rovina nasce dalla perdita. Talvolta nasce dalla vincita, perché la vincita conferma l’illusione che il caso possa diventare una via di salvezza. Per Aleksej, il successo alla roulette è l’inizio di una schiavitù più grave.