Dopo essere salito sull’albero, Cosimo mantiene la propria promessa: non scenderà mai più a terra. La famiglia inizialmente pensa che si tratti di una protesta temporanea, ma presto comprende che il ragazzo è deciso. La sua ribellione non è più un semplice rifiuto del pranzo, ma una nuova forma di esistenza.
Il padre reagisce con autorità e preoccupazione. Vorrebbe riportare il figlio all’ordine, perché la scelta di Cosimo mette in discussione l’immagine della famiglia e il ruolo sociale dei Piovasco di Rondò. Per un nobile, avere un figlio che vive sugli alberi è uno scandalo e una stranezza difficilmente accettabile.
La madre, con il suo carattere militare, cerca di affrontare la situazione come una questione di disciplina. Tuttavia, anche lei deve arrendersi davanti alla volontà del figlio. Cosimo dimostra subito una tenacia fuori dal comune. Non torna indietro, non chiede perdono, non tratta.
Biagio, il fratello narratore, osserva la vicenda con stupore. È legato a Cosimo e cerca di aiutarlo, portandogli talvolta oggetti o seguendo le sue imprese dal basso. Il rapporto tra i due fratelli resta importante per tutto il romanzo: Biagio appartiene alla vita normale, Cosimo alla vita sospesa.
La prima difficoltà di Cosimo è rendere possibile la vita sugli alberi. Deve imparare a muoversi tra i rami, dormire, procurarsi cibo, difendersi dal freddo, evitare cadute, spostarsi da una proprietà all’altra e stabilire regole pratiche. La sua scelta ideale richiede grande capacità di adattamento.
Cosimo diventa progressivamente padrone del mondo arboreo. Conosce i diversi tipi di alberi, le distanze tra i rami, i passaggi sicuri, i punti di sosta. Costruisce una geografia personale sopra la terra. Ombrosa viene così divisa in due livelli: il mondo di sotto e il mondo di sopra.
La vita sugli alberi gli permette di guardare gli uomini da una distanza nuova. Vede le loro abitudini, i loro difetti, le loro contraddizioni. Non essendo completamente immerso nella società, può giudicarla con maggiore libertà. Ma proprio perché resta vicino, non ne è del tutto separato.
Questo è uno dei significati più importanti del romanzo: Cosimo prende distanza per partecipare meglio. Non fugge dal mondo come un misantropo; inventa una posizione diversa da cui osservare e agire. La sua libertà non consiste nell’isolamento totale, ma nel rifiuto di vivere secondo regole imposte senza senso.
PAGE-BREAKNel tempo, la gente di Ombrosa si abitua alla sua presenza sugli alberi. All’inizio Cosimo è visto come una stranezza, poi diventa parte del paesaggio e della vita del paese. I contadini, i nobili, i bambini, i cacciatori e gli abitanti imparano a rapportarsi con lui.
Cosimo incontra anche il mondo popolare, lontano dalla rigidità aristocratica della sua famiglia. Sugli alberi entra in contatto con ladri, carbonai, contadini, fruttaioli, cacciatori e persone semplici. Questa varietà di incontri allarga la sua esperienza.
Il protagonista non rifiuta la cultura. Al contrario, legge moltissimo. Attraverso i libri conosce la filosofia, la scienza, la letteratura, la politica e le idee nuove dell’Illuminismo. La sua vita sugli alberi non è una vita selvatica priva di pensiero, ma un esperimento di libertà intellettuale.
La scelta di Cosimo contiene anche una critica all’educazione autoritaria. Egli non accetta di obbedire solo perché qualcuno comanda. Vuole costruire da sé la propria disciplina. È ribelle, ma non disordinato: vive secondo una regola severissima, scelta autonomamente.
Questa differenza è essenziale. Cosimo non è un personaggio capriccioso che rifiuta ogni limite. Al contrario, la sua scelta gli impone limiti durissimi. Non scendere mai a terra significa rinunciare a comodità, sicurezza e normalità. La libertà, per lui, non è facilità: è coerenza.
Il secondo capitolo della vicenda mostra quindi la trasformazione della ribellione in stile di vita. Cosimo costruisce una nuova esistenza sugli alberi, separata ma non estranea al mondo. Da ragazzo ostinato diventa lentamente uomo libero, capace di fare della distanza una forma originale di presenza.