Classi prime | Cittadinanza digitale + Costituzione

Modulo 4 - Bullismo: riconoscerlo e chiedere aiuto

Scheda di Educazione civica per la scuola secondaria di primo grado.
Modulo 4 - Bullismo: riconoscerlo e chiedere aiuto
Classe Classi prime
Nucleo concettuale Cittadinanza digitale + Costituzione
Obiettivo Riconoscere, evitare e contrastare forme di violenza, bullismo e cyberbullismo, anche con l’aiuto degli adulti.
Traguardi

T1 Sviluppare atteggiamenti e comportamenti fondati sul rispetto di ogni persona, sulla responsabilità individuale, sulla legalità, sulla consapevolezza dell’appartenenza a una comunità, sulla partecipazione e sulla solidarietà, sostenuti dalla conoscenza della Carta costituzionale, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e della Dichiarazione internazionale dei diritti umani.

T12 Gestire l’identità digitale e i dati della rete, salvaguardando la propria e altrui sicurezza negli ambienti digitali ed evitando rischi collegati a privacy, reputazione e uso improprio delle informazioni.

1 Leggiamo attentamente

Il bullismo non è un semplice litigio

Il bullismo non è un semplice litigio tra compagni. In un litigio due persone discutono, magari si arrabbiano, ma di solito si trovano su un piano abbastanza simile: entrambe possono rispondere, spiegarsi e difendersi.

Il bullismo, invece, è diverso. È un comportamento aggressivo, ripetuto nel tempo, in cui una persona o un gruppo fa del male a qualcuno che fatica a difendersi. Per questo non va minimizzato con frasi come “stavano solo scherzando” o “sono cose da ragazzi”. Quando qualcuno viene ferito, umiliato o escluso più volte, la situazione diventa seria e deve essere affrontata.

Le caratteristiche del bullismo

Per riconoscere il bullismo bisogna osservare alcuni elementi importanti. Il primo è la ripetizione: le offese, le prese in giro, le minacce o le esclusioni non accadono una sola volta, ma si ripetono nel tempo.

Il secondo elemento è lo squilibrio. Chi subisce spesso non riesce a difendersi da solo, perché ha paura, si sente isolato, teme di peggiorare la situazione o non trova il coraggio di raccontare ciò che sta accadendo.

Il terzo elemento è l’intenzione di fare male o di mettere qualcuno in difficoltà. Anche se chi compie la prepotenza dice che era “solo uno scherzo”, bisogna guardare l’effetto sulla persona colpita. Se una persona soffre, si vergogna, ha paura o si sente esclusa, quello scherzo non è più divertente.

Le diverse forme di bullismo

Il bullismo può assumere forme diverse. Può essere fisico, quando qualcuno spinge, colpisce, fa inciampare, rovina o nasconde gli oggetti di un compagno.

Può essere verbale, quando si usano insulti, minacce, soprannomi offensivi, commenti umilianti o prese in giro pesanti. Le parole, anche se non lasciano segni visibili sul corpo, possono ferire profondamente.

Può essere anche sociale, quando una persona viene esclusa di proposito, isolata dal gruppo, ignorata, umiliata davanti agli altri o allontanata dalle attività comuni. Questa forma di bullismo può essere meno evidente, ma può far sentire chi la subisce molto solo.

Che cos’è il cyberbullismo

Quando le prepotenze avvengono attraverso strumenti digitali, si parla di cyberbullismo. Può accadere nelle chat, sui social, nei gruppi online, attraverso messaggi, immagini, video, commenti o condivisioni.

Per esempio, può essere cyberbullismo pubblicare una foto imbarazzante di un compagno senza permesso, creare un gruppo per prenderlo in giro, inoltrare un video umiliante, scrivere commenti offensivi sotto un post o diffondere informazioni private per metterlo in difficoltà.

Anche se accade “solo online”, le conseguenze sono reali. Chi subisce cyberbullismo può sentirsi triste, spaventato, escluso, osservato da tutti o senza via d’uscita. Inoltre, i contenuti pubblicati in rete possono diffondersi velocemente e raggiungere molte persone.

Il ruolo di chi assiste

In una situazione di bullismo ci sono spesso tre ruoli: chi compie la prepotenza, chi la subisce e chi assiste. Chi assiste non è senza responsabilità, perché il suo comportamento può peggiorare o migliorare la situazione.

Ridere, filmare, mettere “mi piace”, inoltrare un messaggio offensivo o restare sempre in silenzio può rafforzare il comportamento di chi compie la prepotenza. In questo modo il bullo può sentirsi approvato o incoraggiato dal gruppo.

Al contrario, chi assiste può diventare una risorsa importante. Può non partecipare alle prese in giro, non condividere contenuti offensivi, stare vicino alla persona presa di mira, chiamare un adulto e far capire che certe azioni non sono accettabili.

Chiedere aiuto non significa fare la spia

Chiedere aiuto non significa fare la spia. Fare la spia vuol dire raccontare qualcosa con l’intenzione di mettere nei guai qualcuno per interesse personale o per vendetta.

Chiedere aiuto, invece, significa proteggere una persona e fermare una situazione ingiusta. Se un compagno viene umiliato, minacciato, isolato o preso di mira, rivolgersi a un insegnante, a un genitore, al coordinatore di classe o a un altro adulto di fiducia è un atto di responsabilità.

Parlare con un adulto non peggiora la situazione: spesso è il primo passo per interrompere il bullismo e aiutare sia chi subisce sia il gruppo classe a ritrovare un clima più sereno.

Come può comportarsi una classe responsabile

Una classe responsabile non lascia solo chi subisce prepotenze. Questo non significa mettersi in pericolo o affrontare il bullo con aggressività. Significa scegliere comportamenti utili e coraggiosi.

Si può evitare di ridere, non partecipare alle prese in giro, non condividere immagini o messaggi offensivi, offrire vicinanza alla vittima e informare un adulto. Anche piccoli gesti possono far capire a chi subisce che non è solo.

A volte una frase semplice, detta con calma, può aiutare a fermare una situazione: “Non è divertente”, “Smettila, così lo stai ferendo”, “Questa cosa va raccontata a un adulto”. L’importante è non alimentare la prepotenza e non trasformarsi in spettatori passivi.

La dignità di ogni persona

Il rispetto della dignità delle persone è un principio fondamentale della convivenza e della Costituzione. Nessuno deve essere trattato come un bersaglio, escluso dal gruppo o umiliato davanti agli altri.

Ogni ragazza e ogni ragazzo ha diritto a sentirsi al sicuro a scuola, nei gruppi, nelle chat e negli spazi digitali. Questo diritto riguarda tutti e richiede la collaborazione di tutti.

Costruire una comunità senza paura

Contrastare il bullismo significa costruire una comunità in cui tutti possano imparare, partecipare e crescere senza paura. Una scuola sicura non è una scuola in cui non nascono mai problemi, ma una scuola in cui i problemi vengono riconosciuti, affrontati e risolti insieme.

Ognuno può fare la propria parte: chi subisce può chiedere aiuto, chi assiste può scegliere di non restare indifferente, chi ha sbagliato può assumersi la responsabilità delle proprie azioni e cambiare comportamento. Solo così la classe può diventare un luogo più rispettoso, accogliente e giusto per tutti.

2 Parole chiave

Bullismocomportamento aggressivo e ripetuto contro una persona che fatica a difendersi.
Cyberbullismoforma di bullismo che avviene attraverso strumenti digitali, come chat, social, foto, video o messaggi.
Vittimapersona che subisce prepotenze, offese, esclusioni o umiliazioni.
Spettatorechi assiste a una situazione di bullismo; può scegliere se rafforzarla o aiutare a fermarla.
Adulto di fiduciapersona adulta a cui ci si può rivolgere per chiedere aiuto, come un genitore, un insegnante o un educatore.

3 Esempio concreto

In una chat di classe viene inviato un video in cui un compagno cade durante l’intervallo. Alcuni iniziano a ridere, altri aggiungono commenti offensivi e qualcuno propone di inoltrarlo ad altri gruppi.

In questa situazione, la scelta più responsabile non è ridere o condividere il video. La cosa giusta è non inoltrarlo, cancellarlo, scrivere che non è corretto umiliare un compagno e avvisare un adulto. Anche se il video sembra “divertente”, per la persona coinvolta può essere molto doloroso.

4 Esercizi di rinforzo

Rispondi alle domande e poi usa il correttore automatico per controllare subito la tua comprensione.

Vero o falso

1. Chiedere aiuto non significa fare la spia.

2. Prendere in giro una persona è accettabile se il gruppo ride.

3. Contrastare il bullismo significa costruire una comunità in cui tutti possano imparare, partecipare e crescere senza paura.

4. Chi assiste a un’ingiustizia non può fare nulla per aiutare.

Risposta multipla

5. Che cosa è importante ricordare sul bullismo non è un semplice litigio?

6. Che cosa è importante ricordare sulle caratteristiche del bullismo?

7. Che cosa è importante ricordare sulle diverse forme di bullismo?

8. Che cos’è il cyberbullismo?

9. Che cosa è importante ricordare sul ruolo di chi assiste?

5 Domande per riflettere in classe

Qual è la differenza tra un litigio e una situazione di bullismo?
Perché anche chi assiste ha una responsabilità?
Che cosa può provare una persona esclusa o presa in giro ogni giorno?
Perché condividere un contenuto offensivo può peggiorare la situazione?
A quali adulti di fiducia potresti rivolgerti se vedessi un episodio di bullismo?
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