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Archeologia del futuro: droni, satelliti e intelligenza artificiale alla ricerca del passato

Archeologia del futuro: droni, satelliti e intelligenza artificiale alla ricerca del passato

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Il LiDAR e i paesaggi nascosti dalla vegetazione

Il LiDAR, acronimo di Light Detection and Ranging, misura la distanza tra un sensore e la superficie attraverso impulsi laser. Il sistema invia moltissimi segnali e calcola il tempo necessario affinché la luce torni al sensore, producendo una nuvola di punti tridimensionale estremamente dettagliata.

Quando il LiDAR viene utilizzato sopra una foresta, una parte degli impulsi colpisce foglie e rami, mentre altri riescono a raggiungere il terreno attraverso gli spazi presenti nella vegetazione. Elaborando i dati, è possibile distinguere i punti relativi alla copertura vegetale da quelli che rappresentano la superficie.

La rimozione digitale degli alberi non significa che il laser attraversi completamente la foresta. Il modello viene costruito selezionando gli impulsi che hanno raggiunto il suolo e separandoli dagli altri. Il risultato può rivelare terrazze, piattaforme, argini, strade, recinti e rilievi artificiali quasi invisibili dal livello del terreno.

Il LiDAR non elimina realmente la vegetazione, ma consente di ricostruire digitalmente la forma del terreno nascosta sotto la copertura forestale.

Una mappa tridimensionale del suolo

La nuvola di punti può essere trasformata in un modello digitale dell’elevazione. Gli studiosi modificano virtualmente illuminazione, ombre e colori per evidenziare piccole variazioni della superficie. Un dislivello di pochi decimetri può indicare il tracciato di una strada, la base di un edificio o un sistema di terrazzamenti.

Questa capacità ha permesso di riconoscere paesaggi archeologici molto più estesi di quanto si immaginasse. In alcune regioni coperte da foreste tropicali, il LiDAR ha mostrato reti di insediamenti, strade e opere agricole che suggeriscono una presenza umana più intensa e organizzata rispetto alle precedenti ricostruzioni.

LiDAR aereo e laser scanner terrestre

Il sensore può essere installato su aeroplani, elicotteri e droni oppure utilizzato da terra. Il LiDAR aereo è particolarmente efficace nella ricostruzione del paesaggio, mentre il laser scanner terrestre documenta con grande precisione monumenti, ambienti interni, sculture e superfici architettoniche.

Un edificio può essere registrato da numerosi punti di vista e ricostruito come modello tridimensionale. Questo consente di misurare deformazioni, controllare fessure e confrontare lo stato di conservazione in periodi differenti.

Il rilievo dei fondali

Alcuni sistemi LiDAR utilizzano specifiche lunghezze d’onda per misurare fondali in acque relativamente trasparenti. Possono contribuire alla ricostruzione di paesaggi costieri e strutture sommerse, entro i limiti determinati da profondità, torbidità e condizioni ambientali.

Precisione non significa interpretazione automatica

Una mappa estremamente precisa non spiega da sola l’origine delle forme osservate. Un rettangolo può essere il perimetro di un edificio antico, ma anche un intervento agricolo moderno. Per attribuire un significato archeologico è necessario confrontare i dati con mappe storiche, reperti di superficie, caratteristiche geologiche e informazioni provenienti dal territorio.

Il sensore misura, l’archeologo interpreta

Il LiDAR registra distanze e variazioni della superficie. Stabilire se una traccia appartenga a una strada romana, a un canale medievale o a un’opera moderna richiede conoscenze storiche e verifiche sul campo.

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