Cultura

Come cambia la lingua italiana: parole nuove, social network e anglicismi

Come cambia la lingua italiana: parole nuove, social network e anglicismi

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Il ruolo dei social network

I social network accelerano enormemente la circolazione delle parole. In passato un’espressione poteva nascere in una città, in un ambiente professionale o in un gruppo giovanile e impiegare anni prima di raggiungere il resto del Paese. Oggi un video pubblicato al mattino può essere visto da milioni di persone nello stesso giorno, mentre una battuta, una parola o una particolare costruzione vengono imitate e trasformate in migliaia di contenuti.

Le piattaforme favoriscono quindi una diffusione rapidissima, ma spesso anche una vita molto breve. Alcuni termini diventano popolari per pochi mesi, perdono forza quando vengono utilizzati da tutti e vengono presto sostituiti da nuove espressioni.

Dal parlato allo scritto e ritorno

La comunicazione digitale si colloca a metà strada tra la conversazione e la scrittura tradizionale. Un messaggio viene scritto, ma spesso viene composto con la velocità e la spontaneità del parlato. Può contenere frasi incomplete, ripetizioni, abbreviazioni e forme espressive che cercano di riprodurre il tono della voce.

Messaggi, commenti, recensioni e post hanno aumentato enormemente la quantità di testi prodotti ogni giorno. Scriviamo più di prima, ma non sempre nello stesso modo e con lo stesso livello di cura. La scrittura di una chat non segue le stesse regole di una relazione, di una lettera professionale o di un articolo.

Scriviamo più di prima

La rete ha moltiplicato le occasioni nelle quali utilizziamo la scrittura. Questa maggiore frequenza non significa, però, che ogni forma di testo abbia la stessa qualità o sia adatta a tutti i contesti.

La punteggiatura digitale

Nella comunicazione online, la punteggiatura non serve soltanto a organizzare le frasi, ma può esprimere emozioni, distanza, entusiasmo o irritazione. Un punto alla fine di un messaggio molto breve può apparire freddo o definitivo, tre puntini possono indicare esitazione, ironia o disappunto, mentre più punti esclamativi comunicano entusiasmo ma possono essere percepiti anche come aggressivi.

La stessa frase può cambiare tono:

  • “Va bene” appare neutra;
  • “Va bene!” può sembrare entusiasta;
  • “Va bene.” può essere interpretata come distaccata;
  • “Va bene…” può suggerire dubbio o rassegnazione.

Queste interpretazioni non sono universali. Dipendono dall’età, dalle abitudini e dal rapporto tra le persone.

Maiuscole e ripetizioni

Scrivere un’intera frase in maiuscolo viene spesso interpretato come un grido. La ripetizione delle lettere, invece, cerca di riprodurre l’allungamento della voce: “grazieee”, “noooo”, “bellissimooo”.

Queste forme possono essere efficaci in una conversazione informale, ma risultano inadatte in una lettera professionale, in un articolo o in una comunicazione istituzionale.

Non esiste un solo italiano

La competenza linguistica consiste anche nel saper scegliere il registro adatto. Una forma accettabile in una chat tra amici può essere inopportuna in una domanda di lavoro o in una comunicazione rivolta alla pubblica amministrazione.

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