Come cambia la lingua italiana: parole nuove, social network e anglicismi
Come l’italiano trasforma le parole inglesi
Una parola straniera non rimane sempre identica alla forma originaria. Può essere adattata alla pronuncia italiana, trasformata in verbo oppure combinata con prefissi e suffissi.
Da like sono nati likare e l’espressione mettere un like; da follow derivano follower e defolloware; da ghost è nato ghostare, cioè interrompere improvvisamente i contatti senza fornire spiegazioni.
Queste formazioni mostrano che l’italiano non si limita a ricevere passivamente i prestiti, ma li modifica secondo le proprie regole grammaticali.
Il plurale delle parole inglesi
In italiano, i prestiti non adattati vengono generalmente mantenuti invariati al plurale. Si dice quindi “un film, due film”, “un computer, due computer”, “un post, molti post”.
Talvolta viene utilizzato il plurale inglese, ma in un testo italiano questa scelta può produrre incertezze o forme incoerenti.
Coerenza prima di tutto
In un testo italiano è generalmente preferibile mantenere invariata la parola straniera, soprattutto quando il plurale è già espresso dall’articolo, dall’aggettivo o dal verbo.
Parole inglesi con significato italiano
Alcuni termini assumono in italiano un significato diverso o più ristretto rispetto alla lingua originale. Smart working, per esempio, viene spesso utilizzato come sinonimo di lavoro da casa, mentre indica una modalità organizzativa più ampia, basata anche su autonomia, obiettivi e flessibilità.
Social viene utilizzato come sostantivo per indicare una piattaforma: “l’ho visto sui social”. In inglese, invece, l’aggettivo social non viene normalmente usato da solo nello stesso modo.
Questi usi vengono talvolta definiti pseudoanglicismi: espressioni che sembrano inglesi, ma hanno sviluppato in italiano un significato particolare.
La nascita dei verbi digitali
La terminazione “-are” rende immediatamente utilizzabile una radice straniera nel sistema verbale italiano. Possiamo quindi dire:
- io posto;
- tu tagghi;
- lui chatta;
- noi streammiamo;
- voi scrollate;
- loro bannano.
La trasformazione può apparire curiosa, ma segue un meccanismo normale: la prima coniugazione è la più produttiva e viene utilizzata frequentemente per creare nuovi verbi.
Una parola straniera può diventare molto italiana
Quando un verbo viene coniugato, modificato e inserito in frasi italiane, mostra di essere entrato almeno parzialmente nel funzionamento della nostra lingua.
Tradurre o non tradurre?
Non è sempre facile stabilire se una parola debba essere tradotta. Una traduzione troppo letterale può risultare artificiale, mentre mantenere sempre l’inglese può rendere il testo poco accessibile.
La scelta migliore dipende dal destinatario, dal contesto e dal grado di diffusione del termine. In un testo specialistico alcune parole possono essere indispensabili; in una comunicazione rivolta a tutti è preferibile spiegare il termine o scegliere un equivalente italiano chiaro.
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