Come nascono i nomi dei mesi e dei giorni della settimana?
Anche i giorni della settimana hanno una storia affascinante. In italiano, da lunedì a venerdì, i nomi derivano da espressioni latine del tipo Lunae dies, cioè “giorno della Luna”, e poi giorno di Marte, di Mercurio, di Giove e di Venere. Treccani spiega che, nel passaggio dal latino all’italiano, queste espressioni si sono contratte fino a diventare i nomi che usiamo oggi: lunedì, martedì, mercoledì, giovedì e venerdì.
Lunedì è quindi il giorno della Luna. Martedì è il giorno di Marte, mercoledì quello di Mercurio, giovedì quello di Giove e venerdì quello di Venere. In questi nomi sopravvive un modo antico di collegare i giorni agli astri e alle divinità. Per noi sono parole da agenda; per chi le ha create erano parte di un sistema simbolico in cui cielo, tempo e religione erano intrecciati.
Giorni, astri e divinità
Nei nomi da lunedì a venerdì restano la Luna e alcune divinità del mondo romano: Marte, Mercurio, Giove e Venere. Il calendario settimanale conserva così un legame con l’osservazione del cielo e con la mitologia antica.
Sabato ha un’origine diversa. Non deriva da una divinità romana, ma dall’ebraico shabbath, legato al giorno di riposo. È una traccia della tradizione religiosa ebraica entrata nelle lingue europee attraverso percorsi storici e culturali lunghi. Domenica, invece, deriva da dies dominica, cioè “giorno del Signore”, espressione della tradizione cristiana.
Questa differenza è molto interessante perché mostra una stratificazione culturale nella stessa settimana. I primi cinque giorni conservano una memoria astronomico-pagana; sabato e domenica mostrano invece il peso delle tradizioni ebraica e cristiana. La settimana italiana, quindi, è un piccolo mosaico: contiene Luna, pianeti, divinità romane, riposo e giorno del Signore.
Una settimana a più strati
Lunedì, martedì, mercoledì, giovedì e venerdì vengono dal mondo latino e dalle divinità planetarie. Sabato richiama il riposo dello shabbath. Domenica viene dal “giorno del Signore”. In sette parole convivono culture diverse.
Un dettaglio linguistico riguarda anche il genere. Treccani ricorda che lunedì, martedì, mercoledì, giovedì e venerdì sono maschili e invariabili, mentre domenica è femminile perché deriva da un aggettivo riferito a dies, parola femminile in latino. È una piccola curiosità grammaticale che spesso usiamo senza saperlo: diciamo “la domenica”, ma “il lunedì”.
La settimana che sembra più normale è in realtà un calendario in miniatura, dove convivono astronomia, mitologia e religione.
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