Microplastiche invisibili: dove si nascondono e perché entrano nella catena alimentare
Le microplastiche possono trovarsi anche nell’aria. Fibre e particelle leggere possono sollevarsi dalla polvere domestica, dai tessuti, dalle strade, dai materiali degradati e da ambienti industriali o urbani. In casa, tappeti, tessuti sintetici, arredi, indumenti, imbottiture e polveri possono contribuire alla presenza di microfibre. All’aperto, traffico, vento, abrasione e risospensione delle polveri possono trasportare particelle a distanza.
Questo apre un altro tema: l’esposizione umana non avviene solo mangiando o bevendo, ma anche respirando. WHO ha esaminato l’esposizione alimentare e per inalazione a microplastiche e nanoplastiche, sottolineando che l’evidenza scientifica sugli effetti per la salute è ancora in evoluzione e che servono ulteriori studi per chiarire meglio rischi, livelli di esposizione e meccanismi biologici.
Prudenza senza allarmismo
Le microplastiche sono state rilevate in molti ambienti e la ricerca sugli effetti per la salute è in forte crescita, ma non tutte le domande hanno già una risposta definitiva. È corretto ridurre l’esposizione e l’inquinamento, evitando però messaggi catastrofici non supportati da valutazioni complete.
Le microplastiche possono inoltre comportarsi come superfici a cui si attaccano altre sostanze. Nell’ambiente possono interagire con additivi chimici, contaminanti, metalli, microrganismi e materiali organici. Questo rende la loro valutazione ancora più complessa, perché non si tratta soltanto della particella in sé, ma anche delle sostanze che porta con sé, della dimensione, della forma, della composizione, del tempo di permanenza e del contesto ambientale.
La presenza di microplastiche nell’acqua potabile ha suscitato molta attenzione. WHO, nel rapporto sulle microplastiche nell’acqua potabile, ha richiamato la necessità di approfondire le conoscenze e allo stesso tempo di continuare a ridurre l’inquinamento plastico alla fonte. È un punto importante: anche quando il rischio sanitario non è pienamente definito, la prevenzione ambientale resta una scelta sensata, perché una volta disperse le particelle sono difficili da recuperare.
Perché è difficile eliminarle?
Le microplastiche sono minuscole, disperse, leggere, spesso mescolate a sedimenti, fanghi, acqua, polvere e organismi. Recuperarle dall’ambiente è molto più difficile che evitare di produrle o ridurne il rilascio alla fonte.
Il problema delle microplastiche non è solo ciò che sappiamo già, ma anche ciò che stiamo ancora cercando di capire.
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