Ambiente

Erosione delle coste: perché le spiagge arretrano e cosa possiamo fare

Erosione delle coste: perché le spiagge arretrano e cosa possiamo fare

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Le spiagge sembrano luoghi stabili perché le riconosciamo anno dopo anno: lo stesso lungomare, lo stesso stabilimento, la stessa pineta, la stessa fila di ombrelloni, lo stesso profilo della costa visto dalla strada. In realtà una spiaggia è uno degli ambienti più mobili che esistano. La sabbia si sposta continuamente, viene portata via dalle onde, riportata dalle correnti, accumulata dal vento, trattenuta dalle dune o dispersa dalle mareggiate. Una spiaggia non è mai ferma: respira insieme al mare.

L’erosione costiera è il fenomeno per cui la linea di riva arretra e la spiaggia perde sedimenti, cioè sabbia, ghiaia o altri materiali che la compongono. Può avvenire lentamente, quasi senza che ce ne accorgiamo, oppure in modo improvviso dopo una mareggiata intensa. In entrambi i casi il risultato è visibile: la spiaggia si restringe, le onde arrivano più vicino a strade e costruzioni, le dune si indeboliscono, gli stabilimenti balneari devono essere arretrati o protetti, il paesaggio cambia.

Che cos’è l’erosione costiera?

È la perdita progressiva o improvvisa di materiale lungo la costa. Può dipendere dall’azione naturale di onde, correnti, vento e mareggiate, ma spesso viene aggravata da interventi umani che modificano il trasporto della sabbia, occupano le dune, irrigidiscono il litorale o riducono l’apporto dei fiumi.

Il problema riguarda molte coste italiane ed europee. ISPRA ha pubblicato dati aggiornati sullo stato della linea di costa nazionale e ha segnalato la presenza di comuni costieri con alti tassi di erosione. A livello europeo, Climate-ADAPT richiama il fatto che le aree costiere sono particolarmente esposte agli effetti dei cambiamenti climatici, soprattutto per innalzamento del livello del mare, tempeste, mareggiate e intrusione salina negli ecosistemi costieri.

Parlare di erosione delle coste significa quindi parlare di ambiente, turismo, economia, sicurezza, urbanistica e memoria dei luoghi. Una spiaggia che arretra non perde soltanto metri di sabbia: può perdere valore paesaggistico, capacità di protezione, habitat naturali, attrattività turistica e spazio pubblico. Per questo il tema non riguarda solo tecnici, amministratori o operatori balneari, ma tutti coloro che vivono, frequentano o amano il mare.

Una spiaggia non è una semplice striscia di sabbia: è una difesa naturale, un ecosistema, un paesaggio e una parte dell’identità di un territorio.
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