Ambiente

Fiumi da rinaturalizzare: perché argini, cemento e corsi d’acqua hanno bisogno di spazio

Fiumi da rinaturalizzare: perché argini, cemento e corsi d’acqua hanno bisogno di spazio

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Il cemento dà un’impressione di sicurezza immediata. Un argine diritto, una sponda rivestita, un canale regolare sembrano comunicare ordine e controllo. Tuttavia, un corso d’acqua troppo irrigidito può perdere la capacità di adattarsi. Quando arriva una piena, l’acqua scorre più rapidamente, ha meno aree in cui espandersi, esercita maggiore pressione sulle opere e può trasferire il problema più a valle, dove il fiume incontra altri centri abitati, ponti, strettoie o infrastrutture.

In natura, un fiume tende a cambiare forma nel tempo. Erode una sponda, deposita sabbia in un’altra, crea curve, isole, piccoli rami, ghiaioni, pozze e ambienti diversi. Questa varietà non è un difetto: è ciò che permette al fiume di ospitare biodiversità e distribuire energia. Un alveo tutto uguale, liscio e artificiale può sembrare efficiente, ma spesso è povero dal punto di vista ecologico e più veloce dal punto di vista idraulico.

Il fiume non è un tubo

Trattare un fiume come un canale significa dimenticare che l’acqua trasporta sedimenti, crea habitat, alimenta falde, interagisce con le sponde e cambia in base alle stagioni. Un tubo deve solo far passare acqua; un fiume deve anche far vivere un territorio.

Un altro problema riguarda le barriere: dighe, briglie, soglie, chiuse, attraversamenti e piccoli sbarramenti che interrompono la continuità del corso d’acqua. L’Agenzia Europea dell’Ambiente segnala che in Europa il numero reale delle barriere fluviali potrebbe superare il milione, molte delle quali piccole e spesso obsolete. Queste strutture possono ostacolare la migrazione dei pesci, frammentare gli habitat e bloccare il trasporto naturale di sabbie e ghiaie.

La frammentazione dei fiumi non danneggia solo alcune specie. Quando i sedimenti si fermano a monte di una barriera, a valle può mancare materiale indispensabile per rinnovare l’alveo, alimentare sponde, spiagge fluviali e, in certi casi, persino tratti costieri. Quando i pesci non possono risalire o scendere lungo il corso d’acqua, si interrompono cicli riproduttivi e relazioni ecologiche costruite nel tempo.

Piccole opere, grandi effetti

Una singola barriera può sembrare poco importante, ma molte barriere distribuite lungo un fiume producono un effetto cumulativo. La somma di piccoli ostacoli può frammentare profondamente un ecosistema.

Un fiume spezzato in tanti tratti separati perde una parte della propria memoria naturale.
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