Esternalizzazione: risparmio reale o perdita di controllo?
Affidare all’esterno attività, servizi o intere fasi produttive può ridurre costi, investimenti e complessità organizzativa. Ma l’esternalizzazione (outsourcing in inglese) può anche creare dipendenza, perdita di competenze, minore controllo sulla qualità e difficoltà nel tornare indietro. La vera convenienza non dipende soltanto dal prezzo del fornitore, ma dal costo totale, dai rischi e dal valore strategico dell’attività esternalizzata.
L’outsourcing consiste nell’affidare a un soggetto esterno un’attività che l’impresa potrebbe svolgere direttamente oppure che, in passato, era gestita internamente. Può riguardare servizi amministrativi, informatici, logistici, produttivi, commerciali, di manutenzione, assistenza clienti, gestione del personale o sicurezza.
La scelta viene spesso presentata come un modo per risparmiare. Un fornitore specializzato può distribuire i propri costi su più clienti, utilizzare tecnologie avanzate e impiegare personale con competenze specifiche. L’impresa cliente può così trasformare una parte dei costi fissi in costi variabili e concentrarsi sulle attività considerate più importanti.
Il rischio nasce quando la decisione viene presa osservando soltanto il prezzo del contratto. Coordinamento, controlli, transizione, gestione dei problemi, dipendenza tecnologica e perdita di conoscenze possono produrre costi rilevanti, ma meno visibili.
Che cos’è l’outsourcing?
È l’affidamento continuativo a un fornitore esterno di un’attività, un processo o un servizio aziendale. Può essere totale, parziale, nazionale, internazionale oppure limitato a una specifica fase.
Esternalizzare non significa eliminare un’attività: significa cambiare chi la svolge e come l’impresa la controlla.
Perché le imprese ricorrono all’outsourcing
Ridurre gli investimenti
Gestire internamente un servizio può richiedere impianti, software, locali, mezzi e personale. Affidarlo a un fornitore consente di evitare o rinviare parte di questi investimenti.
Accedere a competenze specialistiche
Un operatore specializzato può offrire esperienza, tecnologie e procedure difficili da sviluppare internamente, soprattutto per imprese di piccole dimensioni.
Aumentare la flessibilità
Il costo può essere collegato ai volumi o ai livelli di servizio. Nei periodi di calo della domanda, l’impresa evita di sostenere una struttura interna sovradimensionata.
Concentrarsi sulle attività strategiche
L’outsourcing può liberare risorse manageriali e operative, permettendo all’impresa di concentrarsi su progettazione, innovazione, relazione con i clienti e sviluppo commerciale.
Ridurre tempi e complessità
Un fornitore già organizzato può avviare rapidamente un servizio che richiederebbe mesi per essere costruito internamente.
Il risparmio non è l’unico obiettivo
In alcuni casi l’outsourcing viene scelto per ottenere qualità, velocità, tecnologia o capacità che l’impresa non possiede. Il minor costo può essere un effetto, ma non necessariamente la motivazione principale.
Outsourcing e make or buy
La decisione di esternalizzare è collegata all’analisi make or buy: produrre internamente oppure acquistare all’esterno.
Nel confronto bisogna considerare:
- costi interni realmente evitabili;
- prezzo del fornitore;
- costi di transizione;
- costi di controllo e coordinamento;
- investimenti necessari;
- valore della capacità liberata;
- rischi qualitativi e strategici.
Il costo pieno interno può ingannare
Una quota di costi generali può rimanere anche dopo l’esternalizzazione. Se viene considerata come evitabile, il risparmio apparente risulterà superiore a quello reale.
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