Economia

Esternalizzazione: risparmio reale o perdita di controllo?

Esternalizzazione: risparmio reale o perdita di controllo?

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Che cosa non conviene esternalizzare

Non tutte le attività hanno lo stesso valore strategico.

Tendono a richiedere maggiore prudenza:

  • competenze distintive;
  • processi collegati all’innovazione;
  • dati critici;
  • relazioni centrali con i clienti;
  • attività che determinano qualità e reputazione;
  • funzioni difficili da sostituire;
  • processi con elevata dipendenza tecnologica.

Core business e attività di supporto

Le attività di supporto vengono spesso considerate più adatte all’outsourcing. Tuttavia, anche un servizio apparentemente secondario può essere critico se incide su continuità, sicurezza o relazione con i clienti.

Il rischio di perdita del know-how

Quando un’attività viene affidata all’esterno, le persone interne smettono progressivamente di svolgerla. Le conoscenze operative si indeboliscono e l’impresa può perdere la capacità di valutare la qualità del fornitore.

La perdita di know-how crea un paradosso: più il fornitore diventa competente, meno il cliente è in grado di controllarlo.

Per ridurre il rischio, l’impresa può mantenere:

  • un nucleo interno di competenze;
  • documentazione aggiornata;
  • accesso ai dati e ai sistemi;
  • procedure di audit;
  • formazione periodica;
  • capacità minima di emergenza.

Non si può controllare ciò che non si comprende

Esternalizzare l’esecuzione non dovrebbe significare perdere la capacità di definire standard, verificare risultati e intervenire nei problemi.

Vendor lock-in: quando il fornitore diventa indispensabile

Il vendor lock-in si verifica quando cambiare fornitore diventa molto difficile a causa di tecnologia, dati, contratti, personalizzazioni o mancanza di alternative.

Il rischio è frequente nei servizi informatici, nel cloud, nei software gestionali e nei processi altamente integrati.

Segnali di lock-in:

  • dati in formati non trasferibili;
  • software proprietario;
  • assenza di documentazione;
  • personalizzazioni non riutilizzabili;
  • penali elevate;
  • dipendenza da competenze esclusive;
  • tempi lunghi di migrazione.

Il fornitore più economico oggi può essere il più costoso domani

Un prezzo iniziale basso può creare dipendenza e ridurre il potere contrattuale dell’impresa negli anni successivi.

Qualità e controllo operativo

L’outsourcing introduce una distanza tra chi decide e chi esegue. Se le specifiche non sono chiare, il fornitore può rispettare formalmente il contratto ma non soddisfare le reali esigenze dell’impresa.

Per questo occorre definire:

  • standard tecnici;
  • tempi di risposta;
  • tassi di errore;
  • disponibilità del servizio;
  • modalità di gestione dei reclami;
  • responsabilità nei casi critici;
  • frequenza dei report;
  • procedure di escalation.

Un servizio non è controllabile se la qualità non viene tradotta in indicatori misurabili.

Service Level Agreement

Il Service Level Agreement, o SLA, definisce i livelli di servizio che il fornitore deve garantire.

Può includere:

  • tempi massimi di risposta;
  • tempi di risoluzione;
  • percentuale di disponibilità;
  • accuratezza;
  • numero massimo di errori;
  • penali;
  • obblighi di comunicazione;
  • procedure di continuità.

Misurare ciò che conta davvero

Indicatori facili da misurare ma poco collegati al risultato possono produrre comportamenti formalmente corretti e operativamente inutili.

Un contratto efficace non descrive soltanto ciò che il fornitore deve fare, ma anche il risultato che il cliente deve ricevere.
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