Crisi d’impresa: i segnali economici e finanziari da non ignorare
I segnali finanziari e di liquidità
Un’impresa entra in difficoltà finanziaria quando i flussi disponibili non consentono di rispettare regolarmente le scadenze. Il problema può derivare da perdite, crescita eccessiva, squilibri tra tempi di incasso e pagamento o debiti non coerenti con la capacità di rimborso.
Cassa operativa negativa
L’utile non coincide con la liquidità. Crediti, scorte, investimenti e debiti possono assorbire cassa anche in presenza di un risultato economico positivo.
Un segnale critico è la ripetuta incapacità della gestione operativa di produrre flussi sufficienti per:
- pagare interessi e imposte;
- sostenere gli investimenti indispensabili;
- rimborsare le quote dei finanziamenti;
- mantenere una riserva di liquidità.
Budget di tesoreria insufficiente o assente
Il budget di tesoreria proietta incassi e pagamenti per settimane e mesi. Permette di individuare in anticipo i periodi nei quali il saldo disponibile potrebbe diventare negativo.
La previsione di cassa vale più del saldo di oggi
Un conto corrente positivo non garantisce equilibrio se nei mesi successivi scadono imposte, rate, tredicesime, fornitori e investimenti senza incassi sufficienti.
Aumento dei crediti verso clienti
Crediti in crescita più rapidamente delle vendite possono indicare:
- incassi rallentati;
- clienti in difficoltà;
- condizioni commerciali troppo generose;
- contestazioni;
- concentrazione su pochi clienti;
- fatturato non ancora trasformato in cassa.
È utile monitorare i giorni medi di incasso e l’anzianità dei crediti.
DSO = Crediti commerciali medi ÷ Ricavi × Giorni del periodo
Scorte eccessive
Il magazzino immobilizza denaro e può perdere valore. Un aumento dei giorni di giacenza può segnalare vendite inferiori alle attese, ordini eccessivi, prodotti obsoleti o pianificazione inefficiente.
Giorni di scorta = Scorte medie ÷ Costo del venduto × Giorni del periodo
Ritardi verso i fornitori
Allungare i pagamenti può produrre liquidità temporanea, ma deteriora il rapporto con la filiera. I fornitori possono ridurre i fidi, chiedere anticipi, sospendere le consegne o aumentare i prezzi.
È importante distinguere tra normali condizioni negoziate e scaduti non concordati.
Finanziare la crisi con i fornitori non la risolve
Il rinvio dei pagamenti sposta nel futuro la tensione e può compromettere proprio le forniture necessarie per continuare l’attività.
Indebitamento crescente
Segnali da osservare:
- utilizzo costante dei fidi a breve;
- sconfinamenti;
- ritardi nel pagamento delle rate;
- nuovi prestiti usati per coprire perdite correnti;
- debito a breve per finanziare investimenti di lungo periodo;
- garanzie personali sempre maggiori;
- peggioramento delle condizioni bancarie.
DSCR e sostenibilità del debito
Il Debt Service Coverage Ratio confronta i flussi disponibili con il servizio del debito.
DSCR = Flussi disponibili per il debito ÷ Rate e interessi da pagare
Un valore inferiore a 1 indica, nelle ipotesi adottate, che i flussi previsti non sono sufficienti a coprire integralmente il servizio del debito. La formula deve essere costruita in modo coerente e prospettico.
Copertura degli interessi
Un indicatore utile è:
Interest coverage = EBIT ÷ Oneri finanziari
Se il risultato operativo si avvicina agli interessi, rimane poco spazio per imposte, investimenti e imprevisti.
Il debito diventa pericoloso non soltanto quando è elevato, ma quando le scadenze non sono compatibili con i flussi realisticamente generabili.
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