Crisi d’impresa: i segnali economici e finanziari da non ignorare
I segnali previsti dal Codice della crisi
La disciplina individua alcuni segnali che, anche prima dell’emersione della crisi o dell’insolvenza, aiutano la previsione tempestiva.
Tra questi rientrano:
- debiti per retribuzioni scaduti da almeno trenta giorni superiori alla metà delle retribuzioni mensili complessive;
- debiti verso fornitori scaduti da almeno novanta giorni superiori ai debiti non scaduti;
- esposizioni bancarie o finanziarie scadute da oltre sessanta giorni oppure sconfinanti da almeno sessanta giorni, quando rappresentano una quota significativa delle esposizioni complessive;
- segnalazioni dei creditori pubblici qualificati nei casi e secondo le soglie previste dalla legge.
Questi segnali non sostituiscono la gestione
Sono soglie di attenzione, non un sistema completo di diagnosi. L’impresa dovrebbe rilevare le difficoltà prima che gli arretrati raggiungano livelli così evidenti.
Debiti tributari e contributivi
Il mancato pagamento di imposte, ritenute e contributi è spesso utilizzato come fonte di finanziamento impropria. Può sembrare meno immediato rispetto al mancato pagamento di un fornitore, ma produce sanzioni, interessi e rischio di azioni di recupero.
Segnali critici:
- rateazioni usate in modo ricorrente;
- nuovi debiti mentre si pagano vecchi piani;
- ritenute o contributi trattenuti e non versati;
- incapacità di pagare le imposte correnti;
- cartelle e procedure esecutive;
- debito fiscale non incluso nel budget di cassa.
Rateizzare non significa aver risolto il problema
La rata deve essere sostenibile insieme ai pagamenti correnti. In caso contrario il debito complessivo continua ad aumentare.
I segnali patrimoniali
La crisi può erodere il patrimonio attraverso perdite, svalutazioni e aumento dell’indebitamento.
Occorre monitorare:
- patrimonio netto in diminuzione;
- perdite ripetute;
- capitale circolante netto negativo;
- attivo immobilizzato finanziato con debiti a breve;
- garanzie e impegni fuori bilancio;
- beni sopravvalutati o difficilmente recuperabili;
- crediti dubbi non adeguatamente svalutati;
- scorte obsolete.
Current ratio e quick ratio
Il current ratio confronta attività correnti e passività correnti:
Current ratio = Attività correnti ÷ Passività correnti
Il quick ratio esclude le scorte, meno liquide:
Quick ratio = (Liquidità + Crediti a breve) ÷ Passività correnti
I valori devono essere interpretati nel settore e alla luce della qualità delle attività. Crediti scaduti e scorte obsolete possono rendere un rapporto apparentemente rassicurante poco significativo.
I segnali organizzativi
La crisi non è soltanto nei numeri. Spesso emerge anche attraverso:
- contabilità aggiornata con ritardo;
- assenza di budget;
- mancanza di responsabilità chiare;
- decisioni accentrate senza dati;
- turnover delle figure chiave;
- conflitti tra soci o amministratori;
- perdita di clienti strategici;
- dipendenza da un unico fornitore;
- aumento dei reclami;
- contenziosi e problemi normativi.
La qualità dei dati è parte dell’assetto
Numeri incompleti, riconciliazioni tardive e previsioni non documentate impediscono di capire la situazione e ritardano le decisioni correttive.
Quando gli arretrati diventano visibili all’esterno, la crisi è spesso già avanzata. Un sistema interno efficace deve intercettare il deterioramento molto prima.
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