Sociologia del binge-watching: perché guardiamo serie per ore?
“Solo un altro episodio”. Quante volte ce lo siamo detti, magari a tarda sera, con il telecomando in mano e la promessa, puntualmente tradita, di spegnere subito dopo? Il binge-watching, cioè la visione continuativa di più episodi di una serie televisiva, è diventato uno dei comportamenti più riconoscibili dell’era dello streaming.
Non si tratta soltanto di guardare la televisione per molte ore. Il binge-watching racconta qualcosa di più profondo: il nostro rapporto con il tempo libero, con le emozioni, con la solitudine, con la cultura popolare e con le piattaforme digitali che hanno cambiato il modo in cui consumiamo storie.
Che cos’è il binge-watching?
Il termine binge-watching indica la visione consecutiva di più episodi di una serie, spesso senza lunghe pause tra un episodio e l’altro. È un’abitudine cresciuta con le piattaforme di streaming, che permettono di scegliere cosa guardare, quando guardarlo e per quanto tempo continuare.
Un tempo la televisione imponeva i suoi ritmi. Gli episodi andavano in onda in giorni e orari stabiliti, e lo spettatore doveva aspettare la settimana successiva per sapere come sarebbe proseguita la storia. Con lo streaming, invece, molte serie vengono rese disponibili tutte insieme. Il tempo dell’attesa si accorcia, mentre aumenta la tentazione di continuare.
Il risultato è una nuova forma di consumo culturale: più libera, più personalizzata, ma anche più intensa. Lo spettatore non segue più semplicemente una serie; spesso vi si immerge per ore, entrando in un universo narrativo che sembra sospendere il tempo ordinario.
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