Curiosità

Il genio di Ramanujan: l’autodidatta che sconvolse la matematica

Il genio di Ramanujan: l’autodidatta che sconvolse la matematica

Pagina 4 di 6

Hardy, inizialmente prudente, rimase colpito dalla profondità di quei risultati. Alcune formule erano già note, altre erano nuove, altre ancora sembravano impossibili da inventare senza un talento matematico straordinario. Iniziò così uno dei rapporti più celebri della storia della matematica.

Ramanujan fu invitato a Cambridge, dove collaborò con Hardy e produsse alcuni dei suoi lavori più importanti. L’incontro tra i due fu anche l’incontro tra due modi diversi di pensare: da una parte il rigore formale della tradizione matematica europea, dall’altra l’intuizione rapidissima e quasi poetica di Ramanujan.

Hardy vide in Ramanujan non un semplice calcolatore, ma un genio autentico della matematica.

La permanenza in Inghilterra, però, non fu semplice. Ramanujan dovette affrontare il clima rigido, la distanza dalla sua terra, difficoltà culturali e problemi di salute. Nonostante tutto, continuò a lavorare con intensità, lasciando contributi che avrebbero avuto un’influenza duratura.

Cambridge e la collaborazione con Hardy

La collaborazione con G. H. Hardy permise a Ramanujan di entrare in contatto con la comunità matematica internazionale. Hardy contribuì a valorizzare il suo talento e a dare forma più rigorosa ad alcune delle sue intuizioni.

1 2 3 4 5 6

Continua a leggere

Altri articoli

« Torna alla home page