Break-even analysis: come calcolare il punto di pareggio e capire se un’attività è sostenibile
La rappresentazione grafica
Nel grafico tradizionale della break-even analysis, sull’asse orizzontale vengono indicate le quantità e su quello verticale i valori monetari.
La linea dei ricavi parte dall’origine: se non si vende nulla, il ricavo è zero. La sua inclinazione dipende dal prezzo unitario.
La linea dei costi totali parte invece dal livello dei costi fissi. Aumenta poi in relazione ai costi variabili associati alle quantità.
Il punto in cui le due linee si incontrano rappresenta il break-even point. A sinistra si trova l’area di perdita; a destra, l’area di utile.
Come leggere gli spostamenti del punto di pareggio
- Un aumento dei costi fissi sposta il pareggio verso destra.
- Un aumento del costo variabile unitario riduce il margine e alza il pareggio.
- Un aumento del prezzo, a parità di volumi e domanda, riduce il pareggio.
- Una maggiore efficienza produttiva può abbassare i costi variabili e avvicinare il punto di equilibrio.
Il margine di sicurezza
Raggiungere il pareggio non significa essere al sicuro. Un’impresa che prevede vendite appena superiori alla soglia è molto esposta a ritardi, cali della domanda e aumenti di costo.
Il margine di sicurezza misura quanto le vendite previste o effettive possono diminuire prima che l’impresa entri in perdita.
Margine di sicurezza = Vendite effettive - Vendite di pareggio
Può essere espresso anche in percentuale:
Margine di sicurezza % = (Vendite effettive - Vendite di pareggio) ÷ Vendite effettive
Esempio
Se il fatturato previsto è di 800.000 euro e il fatturato di pareggio è 600.000 euro, il margine di sicurezza è pari a 200.000 euro.
In percentuale:
200.000 ÷ 800.000 = 25%
Le vendite potrebbero quindi diminuire del 25% prima di portare l’impresa in perdita operativa.
Il margine di sicurezza misura la distanza dal rischio
Due aziende possono avere lo stesso utile, ma una essere molto più fragile dell’altra. Quella con il punto di pareggio più vicino ai ricavi effettivi è maggiormente esposta alle variazioni del mercato.
L’utile-obiettivo
Le imprese raramente si accontentano di non perdere. La break-even analysis può essere estesa per calcolare quante unità vendere per raggiungere un determinato risultato operativo.
La formula diventa:
Quantità per l’utile-obiettivo = (Costi fissi + Utile desiderato) ÷ Margine di contribuzione unitario
Riprendendo l’esempio precedente, con costi fissi pari a 100.000 euro, margine unitario di 20 euro e un utile-obiettivo di 60.000 euro:
(100.000 + 60.000) ÷ 20 = 8.000 unità
L’impresa dovrà vendere 8.000 prodotti per ottenere il risultato operativo desiderato.
Dall’utile operativo all’utile netto
Se l’obiettivo viene espresso come utile netto dopo le imposte, bisogna risalire al risultato prima delle imposte.
Con un’aliquota fiscale ipotetica del 25%, per ottenere un utile netto di 75.000 euro servirà un utile ante imposte pari a:
75.000 ÷ (1 - 0,25) = 100.000 euro
Il valore così ottenuto potrà essere inserito nella formula dell’utile-obiettivo.
Le imposte non sono sempre lineari
L’esempio utilizza un’aliquota semplificata. Nella realtà il carico fiscale dipende dalla forma giuridica, dalle norme vigenti, dalle deduzioni, dai crediti e dalle caratteristiche dell’impresa.
La leva operativa
Un’azienda con costi fissi elevati e costi variabili contenuti presenta una forte leva operativa. Dopo il pareggio, un aumento delle vendite può far crescere rapidamente l’utile. Ma la stessa struttura amplifica le perdite quando i volumi diminuiscono.
Il grado di leva operativa può essere espresso come:
Leva operativa = Margine di contribuzione totale ÷ Risultato operativo
Se il margine complessivo è 300.000 euro e il risultato operativo è 100.000 euro, il grado di leva è pari a 3.
In termini semplificati, una variazione dell’1% nelle vendite può produrre una variazione di circa il 3% nel risultato operativo, purché l’impresa rimanga nello stesso intervallo di validità del modello.
Più l’impresa sostituisce costi variabili con costi fissi, maggiore può essere il guadagno oltre il pareggio, ma anche la vulnerabilità quando la domanda diminuisce.
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