Break-even analysis: come calcolare il punto di pareggio e capire se un’attività è sostenibile
Il caso delle imprese multiprodotto
Molte aziende non vendono un unico prodotto. Supermercati, ristoranti, alberghi, industrie e società di servizi realizzano ricavi attraverso combinazioni differenti.
In questi casi non esiste un solo margine unitario. Il calcolo richiede un margine di contribuzione medio ponderato, costruito sulla base del mix di vendita previsto.
Un esempio con due prodotti
Un’impresa vende due articoli:
- Prodotto A: prezzo 100 euro, costo variabile 60 euro, margine 40 euro;
- Prodotto B: prezzo 80 euro, costo variabile 56 euro, margine 24 euro.
Il mix previsto è composto per il 60% dal prodotto A e per il 40% dal prodotto B.
Il margine medio ponderato è:
(40 × 60%) + (24 × 40%) = 33,60 euro
Con costi fissi di 336.000 euro, il pareggio complessivo sarà:
336.000 ÷ 33,60 = 10.000 unità equivalenti
Il risultato corrisponde, secondo il mix ipotizzato, a 6.000 unità di A e 4.000 unità di B.
Il mix di vendita può cambiare il pareggio
Se aumentano le vendite del prodotto con margine più basso, il margine medio diminuisce e il punto di pareggio sale. L’impresa può quindi vendere lo stesso numero di pezzi e ottenere un risultato peggiore.
Break-even e capacità produttiva
Il punto di pareggio deve essere confrontato con la capacità massima. Se un impianto può produrre 20.000 unità e il pareggio è fissato a 18.500, l’attività presenta un margine operativo molto limitato.
La direzione dovrebbe verificare:
- se il mercato è in grado di assorbire i volumi necessari;
- se la capacità produttiva è sufficiente;
- se il personale e la logistica possono sostenere l’obiettivo;
- se i costi rimangono invariati vicino al limite della capacità.
Un punto di pareggio tecnicamente raggiungibile può essere commercialmente irrealistico. Un nuovo ristorante con cento posti non può basare il proprio piano su centocinquanta coperti contemporanei; un albergo non può vendere più camere di quelle disponibili.
Break-even e decisioni di prezzo
Aumentare il prezzo riduce matematicamente la quantità necessaria per il pareggio, perché aumenta il margine unitario. Ma il calcolo non considera automaticamente la reazione della domanda.
Se il prezzo sale da 50 a 55 euro e il costo variabile resta 30 euro, il margine passa da 20 a 25 euro. Con costi fissi di 100.000 euro, il pareggio scende da 5.000 a 4.000 unità.
Il risultato è favorevole soltanto se il mercato accetta il nuovo prezzo e le vendite non diminuiscono troppo.
La break-even analysis non determina il prezzo ottimale
Il modello indica l’effetto economico di un prezzo, ma non stabilisce quanto i clienti siano disposti a pagare. La decisione deve considerare concorrenza, valore percepito, elasticità della domanda e posizionamento commerciale.
Make or buy: produrre internamente o acquistare?
L’analisi del margine può sostenere il confronto tra produzione interna e acquisto da un fornitore.
Produrre internamente può richiedere un investimento e costi fissi elevati, ma offrire un costo variabile inferiore. L’acquisto esterno comporta spesso minori costi fissi e un prezzo per unità più alto.
Il volume nel quale le due alternative hanno lo stesso costo prende il nome di punto di indifferenza.
Esempio
La produzione interna richiede 60.000 euro di costi fissi e 8 euro per unità. Il fornitore propone un prezzo di 14 euro per pezzo.
Il punto di indifferenza è:
60.000 ÷ (14 - 8) = 10.000 unità
Sotto 10.000 unità conviene, in termini strettamente economici, acquistare. Sopra tale volume la produzione interna presenta un costo totale inferiore.
La decisione deve tuttavia considerare qualità, affidabilità del fornitore, tempi, capacità, rischio di dipendenza e valore strategico della competenza produttiva.
Automazione e break-even point
Un investimento in automazione tende ad aumentare i costi fissi attraverso ammortamenti, manutenzione e software, ma può ridurre il costo variabile unitario.
La nuova struttura alza la soglia di rischio se i volumi sono bassi, ma può diventare molto redditizia oltre il punto di pareggio.
Il robot non abbassa sempre il pareggio
Se il risparmio sui costi variabili non compensa l’aumento dei costi fissi, il punto di pareggio può salire. L’investimento deve essere valutato considerando volumi, durata, produttività e rischio di obsolescenza.
La scelta tra una struttura flessibile e una struttura automatizzata è anche una scelta sul rischio: pagare di più per ogni unità o impegnarsi in costi fissi elevati sperando in grandi volumi.
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