Mutuo a tasso fisso o variabile: come capire quale scelta è più adatta
Nel mutuo a tasso variabile, la rata può aumentare o diminuire nel tempo. Il tasso viene normalmente calcolato sommando un parametro di riferimento e lo spread stabilito dalla banca.
Parametro e spread
Il parametro segue l’andamento del mercato monetario, mentre lo spread rappresenta il margine applicato dalla banca. Il contratto deve indicare quale parametro viene utilizzato, con quale frequenza viene aggiornato e come influisce sulla rata.
Quando il parametro diminuisce, la rata può diventare più leggera. Quando cresce, il pagamento mensile aumenta. La convenienza della prima rata, quindi, non garantisce che il finanziamento rimanga conveniente per tutta la sua durata.
Il variabile può essere valutato da chi dispone di un reddito elevato o crescente, possiede una buona capacità di risparmio e può assorbire aumenti senza compromettere le spese essenziali.
Può essere preso in considerazione anche per finanziamenti brevi o di importo contenuto. Più lunga è la durata, maggiore è il periodo nel quale i tassi possono oscillare e produrre effetti sul bilancio.
Non fermarsi alla prima rata
Prima di scegliere il variabile bisogna simulare una rata più alta. Se un aumento moderato rendesse già difficile il pagamento, il rischio assunto potrebbe essere eccessivo.
È inoltre importante evitare previsioni troppo sicure. Nessuno può conoscere con certezza l’andamento dei tassi per i prossimi venti o trent’anni. La decisione deve basarsi soprattutto sulla capacità economica della famiglia, non sul tentativo di indovinare il mercato.
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