Economia

Mutuo a tasso fisso o variabile: come capire quale scelta è più adatta

Mutuo a tasso fisso o variabile: come capire quale scelta è più adatta

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Tra tasso fisso e variabile esistono anche formule intermedie. Alcuni mutui permettono di passare da un tipo di tasso all’altro in momenti stabiliti; altri dividono il capitale tra una parte fissa e una variabile.

Esistono inoltre mutui variabili con un limite massimo, spesso indicato come cap. Il tasso può cambiare, ma non può superare la soglia stabilita nel contratto.

Alcune soluzioni intermedie

Tasso misto: consente di cambiare formula secondo scadenze e condizioni prestabilite.

Doppio tasso: divide il finanziamento tra quota fissa e quota variabile.

Variabile con cap: prevede un limite massimo oltre il quale il tasso non può salire.

Queste formule possono sembrare rassicuranti, ma non sono automaticamente più convenienti. È necessario capire quando è possibile cambiare tasso, quali costi sono previsti, come viene determinata la nuova rata e quali condizioni devono essere rispettate.

Il cap, inoltre, non significa che la rata resterà bassa: indica soltanto il livello massimo previsto. Bisogna verificare se una rata calcolata vicino a quella soglia sarebbe sostenibile.

La flessibilità è utile soltanto quando le regole per utilizzarla sono semplici e chiaramente comprese.

Un contratto lineare, del quale si comprendono costi e rischi, può risultare preferibile a una soluzione molto articolata difficile da valutare nel tempo.

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