Truffe finanziarie con l’intelligenza artificiale: come riconoscere deepfake e falsi investimenti
Che cos’è un deepfake
La parola deepfake nasce dall’unione delle espressioni inglesi “deep learning”, cioè apprendimento profondo, e “fake”, falso. Indica un contenuto fotografico, audio o video manipolato oppure generato artificialmente per attribuire a una persona parole e comportamenti che non ha mai pronunciato o tenuto.
Attraverso programmi specifici è possibile modificare le espressioni del volto, imitare il tono della voce e creare discorsi apparentemente credibili. Più fotografie, registrazioni e filmati sono disponibili online, maggiore è il materiale utilizzabile per riprodurre le caratteristiche di una persona. I personaggi pubblici sono particolarmente esposti, perché in rete esistono migliaia di immagini, interviste e registrazioni della loro voce, ma anche una persona comune può essere imitata partendo dai contenuti pubblicati sui social network.
Nel settore finanziario il deepfake svolge una funzione precisa: trasferire alla proposta fraudolenta la credibilità di qualcuno che il pubblico conosce già. Il risparmiatore non conosce la società che propone l’investimento, ma riconosce il volto di un giornalista, di un imprenditore o di un esperto; questa familiarità riduce la diffidenza e aumenta la probabilità che il messaggio venga ascoltato.
Il deepfake non deve essere perfetto
Per raggiungere il proprio scopo, un video manipolato non deve necessariamente superare un’analisi tecnica approfondita. È sufficiente che appaia credibile per pochi secondi, soprattutto quando viene visualizzato sullo schermo di uno smartphone mentre l’utente scorre rapidamente i contenuti.
Talvolta è possibile notare anomalie come movimenti innaturali degli occhi, espressioni rigide, contorni del volto irregolari, illuminazione incoerente o una lieve mancanza di sincronizzazione tra voce e labbra. Altri segnali possono essere una pronuncia artificiale, cambiamenti improvvisi nel tono della voce oppure dettagli deformati nelle mani, nei denti o nel viso.
La qualità dei sistemi di generazione, tuttavia, sta migliorando rapidamente e non sempre la manipolazione può essere individuata affidandosi soltanto alla vista o all’udito. Per questo motivo è necessario controllare se la stessa dichiarazione compare sui canali ufficiali della persona coinvolta. Se un noto imprenditore avesse davvero promosso un nuovo sistema di investimento, con ogni probabilità se ne troverebbe traccia anche su fonti attendibili e non soltanto nella pagina raggiunta attraverso un annuncio pubblicitario.
Il falso articolo di giornale
Il video manipolato può essere inserito all’interno di una pagina che riproduce l’aspetto di una testata giornalistica conosciuta. Logo, colori, caratteri tipografici e disposizione degli elementi vengono copiati per costruire un ambiente familiare e credibile.
Il titolo viene spesso formulato per suscitare curiosità e urgenza: può sostenere che un personaggio famoso abbia rivelato per errore un segreto finanziario, che una banca abbia tentato di bloccare una trasmissione oppure che una nuova piattaforma consenta ai cittadini comuni di ottenere rendimenti fino a quel momento riservati agli investitori professionali. All’interno della pagina possono comparire false interviste, fotografie autentiche usate fuori contesto e dichiarazioni completamente inventate.
Controllare sempre l’indirizzo del sito
Il nome e la grafica di una testata possono essere copiati facilmente. L’indirizzo internet, invece, presenta spesso piccole differenze: una lettera in più, un trattino, un dominio insolito o una parola aggiunta. Per questo motivo non bisogna fermarsi al logo visibile nella pagina, ma controllare attentamente il dominio.
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