Truffe finanziarie con l’intelligenza artificiale: come riconoscere deepfake e falsi investimenti
L’intelligenza artificiale che promette guadagni sicuri
Uno degli argomenti più utilizzati nelle nuove frodi è l’esistenza di un algoritmo capace di prevedere automaticamente i movimenti dei mercati. Secondo la pubblicità, il sistema sarebbe in grado di analizzare milioni di dati in pochi secondi, operare giorno e notte e acquistare o vendere nel momento più favorevole, senza richiedere alcuna competenza al cliente, perché tutte le decisioni verrebbero assunte dall’intelligenza artificiale.
Parole come algoritmo, automazione, trading intelligente e rendita passiva vengono utilizzate per creare un’impressione di innovazione e affidabilità. Raramente, però, vengono fornite spiegazioni verificabili sul funzionamento del programma, sui risultati ottenuti nel tempo, sulle autorizzazioni della società e sui rischi effettivamente sopportati dal cliente.
Nessun sistema di intelligenza artificiale può eliminare l’incertezza dei mercati o garantire guadagni elevati, continui e privi di rischio.
Negli investimenti reali rendimento e rischio sono strettamente collegati: la possibilità di ottenere un rendimento maggiore comporta generalmente anche una probabilità più elevata di subire perdite. Azioni, valute, materie prime e cripto-attività possono attraversare oscillazioni improvvise e un intermediario corretto deve spiegare chiaramente che il capitale può diminuire e che i risultati ottenuti in passato non garantiscono quelli futuri.
I truffatori fanno esattamente il contrario: evidenziano soltanto i possibili guadagni, minimizzano i rischi e presentano le perdite come eventi quasi impossibili.
Quando il prelievo diventa impossibile
La vera natura della piattaforma emerge spesso quando il cliente decide di ritirare il denaro. In un primo momento il consulente cerca di convincerlo a non farlo, sostenendo che il mercato stia attraversando una fase particolarmente favorevole e che un prelievo anticipato comporterebbe la perdita di un’occasione importante.
Se la richiesta continua, compaiono improvvisamente nuove condizioni. Per liberare il capitale sarebbe necessario pagare una tassa, una commissione, un’assicurazione, un costo di verifica o una somma destinata a una procedura antiriciclaggio. Il cliente viene così invitato a effettuare un nuovo versamento, spesso calcolato come percentuale dei presunti guadagni accumulati.
Non pagare per sbloccare il proprio denaro
La richiesta di versare altre somme per ottenere il prelievo è uno dei segnali più evidenti di una possibile frode. Pagare una presunta tassa o commissione non garantisce la restituzione del capitale e, nella maggior parte dei casi, apre la strada a ulteriori richieste.
Questo passaggio è particolarmente pericoloso, perché chi ha già investito una cifra importante teme di perdere tutto e può essere indotto a versare altro denaro. Il truffatore sfrutta il ragionamento secondo cui, avendo già investito molto, convenga effettuare un ultimo pagamento pur di recuperare la somma precedente.
Quando la vittima rifiuta, il consulente può cambiare atteggiamento, diventare aggressivo, interrompere le comunicazioni o bloccare l’accesso alla piattaforma. Il sito può scomparire improvvisamente e, dopo qualche settimana, lo stesso sistema può ricomparire con un nome e un indirizzo internet differenti.
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