ETF spiegati in modo semplice: cosa sono, quanto costano e quali rischi comportano
Come si comprano e si vendono gli ETF
Le quote di un ETF vengono negoziate durante la giornata di Borsa e il loro prezzo può variare continuamente in funzione dell’andamento degli strumenti contenuti nel fondo, oltre che delle condizioni della domanda e dell’offerta. Il risparmiatore può inserire un ordine attraverso il proprio intermediario, scegliendo se eseguirlo immediatamente al miglior prezzo disponibile oppure se indicare un limite massimo di acquisto o minimo di vendita.
L’ordine con limite consente di stabilire in anticipo il prezzo oltre il quale non si è disposti a comprare o vendere, ma non garantisce l’esecuzione dell’operazione qualora il mercato non raggiunga il valore indicato.
Il valore patrimoniale e il prezzo di Borsa
Ogni ETF possiede un valore patrimoniale netto, generalmente indicato con la sigla NAV, dall’inglese Net Asset Value. Il NAV corrisponde al valore complessivo degli strumenti detenuti dal fondo, al netto delle passività, diviso per il numero delle quote esistenti.
Il prezzo visualizzato in Borsa nasce invece dagli ordini di acquisto e vendita presenti sul mercato. I due valori dovrebbero rimanere vicini, ma non sono necessariamente identici in ogni momento: una quota può essere negoziata a un prezzo leggermente superiore al valore patrimoniale, situazione definita “premio”, oppure a un prezzo inferiore, situazione chiamata “sconto”.
Il sistema di creazione e rimborso delle quote, insieme all’attività degli operatori specializzati, contribuisce normalmente a mantenere il prezzo vicino al valore del patrimonio. Non può tuttavia essere esclusa la possibilità di acquistare sopra il NAV o di vendere sotto il NAV, soprattutto in particolari condizioni di mercato.
Che cos’è l’iNAV
Per alcuni ETF viene calcolato durante la seduta anche un valore patrimoniale indicativo, chiamato iNAV. Si tratta di una stima aggiornata del valore della quota, utile per confrontare il prezzo di mercato con il valore degli strumenti presenti nel fondo.
Il prezzo denaro e il prezzo lettera
Quando si consulta il book di negoziazione compaiono generalmente due prezzi. Il prezzo denaro, o bid, indica il valore più alto che un compratore è disposto a pagare, mentre il prezzo lettera, o ask, rappresenta il valore più basso richiesto da chi vuole vendere.
La differenza tra questi due valori viene chiamata bid-ask spread. Se, per esempio, un ETF può essere venduto a 99,90 euro e acquistato a 100,10 euro, lo spread è pari a 20 centesimi. Chi comprasse e rivendesse immediatamente, in assenza di variazioni del mercato, subirebbe una perdita dovuta proprio a questa differenza.
Lo spread è un costo spesso trascurato
Un ETF può avere una commissione annua molto bassa e risultare comunque poco conveniente per operazioni frequenti se presenta uno spread ampio. Il differenziale può inoltre aumentare durante le fasi di forte volatilità o quando i mercati nei quali sono negoziati i titoli sottostanti risultano chiusi.
Per questa ragione è utile osservare non soltanto l’ultimo prezzo, ma anche la distanza tra denaro e lettera, la quantità disponibile e l’orario nel quale viene inserito l’ordine.
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