ETF spiegati in modo semplice: cosa sono, quanto costano e quali rischi comportano
Quali rischi comportano gli ETF
Gli ETF possono essere strumenti efficienti e convenienti, ma non sono conti deposito e non garantiscono la restituzione del capitale. Il livello di rischio dipende soprattutto dagli strumenti presenti nel fondo, dalla strategia utilizzata e dal periodo durante il quale viene mantenuto l’investimento.
Rischio di mercato
Il rischio di mercato consiste nella possibilità che il valore degli strumenti presenti nel portafoglio diminuisca. Un ETF azionario può perdere valore durante una recessione, una crisi geopolitica o una fase di sfiducia, mentre un ETF obbligazionario può scendere quando cambiano i tassi d’interesse o peggiora la situazione finanziaria degli emittenti. La diversificazione distribuisce il rischio, ma non protegge dalle discese generali dei mercati.
Rischio di concentrazione
Un ETF può essere formalmente composto da molti titoli e rimanere comunque concentrato su poche società, su un solo settore o su una determinata area geografica. È quindi importante controllare quanto pesano le prime dieci posizioni: se rappresentano una parte molto elevata del patrimonio, l’andamento di poche società può condizionare l’intero investimento.
Rischio valutario
Quando i titoli contenuti nel fondo sono denominati in valute diverse dall’euro, il rendimento per l’investitore italiano dipende anche dall’andamento dei cambi. Un mercato estero può salire, ma il deprezzamento della relativa valuta rispetto all’euro può ridurre o annullare il guadagno; naturalmente può verificarsi anche la situazione opposta.
Alcuni ETF utilizzano una copertura valutaria, spesso indicata con termini come hedged o con l’abbreviazione “EUR Hdg”. La copertura può ridurre l’effetto delle oscillazioni valutarie, ma comporta costi e non è necessariamente perfetta.
Valuta di quotazione e rischio valutario
Un ETF acquistato in euro può essere comunque esposto al dollaro o ad altre valute. La moneta nella quale viene mostrato il prezzo non coincide necessariamente con la valuta economica degli investimenti presenti nel fondo.
Rischio di tasso e di credito
Negli ETF obbligazionari, un aumento dei tassi può ridurre il valore dei titoli già presenti nel portafoglio e l’effetto tende a essere più marcato quando la durata finanziaria delle obbligazioni è elevata.
Il rischio di credito riguarda invece la capacità dell’emittente di pagare gli interessi e restituire il capitale. Le obbligazioni con qualità creditizia più bassa possono offrire rendimenti maggiori, ma presentano anche una probabilità più elevata di incontrare difficoltà.
Rischio di liquidità e spread
Un ETF poco negoziato oppure esposto a strumenti difficili da scambiare può presentare uno spread più ampio. Durante le fasi di stress, inoltre, il prezzo di mercato può allontanarsi maggiormente dal valore patrimoniale e una vendita rapida può avvenire a condizioni meno favorevoli. Il rischio di liquidità consiste proprio nella difficoltà di vendere uno strumento in breve tempo, a un prezzo equo e con costi contenuti.
Rischio di replica
L’ETF può ottenere un rendimento diverso da quello dell’indice a causa dei costi, delle modalità di replica, della gestione dei dividendi o di eventuali difficoltà operative. La semplice presenza del nome dell’indice nel titolo del prodotto non garantisce quindi una replica perfetta.
ETF a leva e inversi
Alcuni prodotti cercano di moltiplicare la variazione giornaliera di un indice oppure di ottenere un rendimento positivo quando il mercato scende. Questi strumenti utilizzano tecniche più complesse e possono produrre risultati molto diversi da quelli intuitivamente attesi quando vengono mantenuti per più giorni.
Un ETF a leva due, per esempio, non garantisce che dopo un anno il risultato sia esattamente il doppio di quello annuale dell’indice, perché l’effetto della capitalizzazione giornaliera e della volatilità può modificare profondamente il rendimento.
Gli ETF a leva e inversi non dovrebbero essere acquistati soltanto perché si prevede una salita o una discesa del mercato. Prima di utilizzarli è necessario comprendere il meccanismo di ribilanciamento giornaliero e i possibili effetti della volatilità.
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