ETF spiegati in modo semplice: cosa sono, quanto costano e quali rischi comportano
Le principali tipologie di ETF
La parola ETF descrive la struttura dello strumento, ma non indica automaticamente dove venga investito il denaro. Due prodotti possono essere negoziati sullo stesso mercato e presentare costi simili, pur avendo livelli di rischio completamente differenti.
ETF azionari
Gli ETF azionari investono in società quotate e possono seguire un mercato globale, un’area geografica, un singolo Paese, un settore economico oppure una strategia specifica. Il loro valore può oscillare sensibilmente nel breve periodo e, per questa ragione, sono generalmente utilizzati da chi dispone di un orizzonte temporale sufficientemente lungo e può sopportare temporanee perdite di capitale.
Un ETF globale, inoltre, non è necessariamente distribuito in modo uniforme tra tutti i Paesi, perché gli Stati con i mercati azionari più grandi possono assumere un peso dominante all’interno dell’indice.
ETF obbligazionari
Gli ETF obbligazionari investono in titoli di Stato, obbligazioni societarie o altri strumenti di debito e possono essere distinti in base alla durata dei titoli, alla valuta, alla qualità creditizia, all’area geografica e al tipo di emittente.
Non devono essere considerati privi di rischio, poiché il loro valore può diminuire quando aumentano i tassi d’interesse, quando peggiora l’affidabilità degli emittenti oppure quando cresce il timore che alcuni debiti non vengano rimborsati.
ETF obbligazionario e singola obbligazione non sono la stessa cosa
Una singola obbligazione, salvo insolvenza, prevede normalmente una scadenza e un rimborso secondo condizioni prestabilite. Un ETF obbligazionario tradizionale rinnova invece continuamente il portafoglio e, in genere, non restituisce automaticamente il capitale iniziale a una data determinata.
ETF settoriali e tematici
Gli ETF settoriali concentrano l’investimento in comparti come tecnologia, energia, banche, sanità o industria, mentre quelli tematici selezionano società collegate a tendenze considerate promettenti, come intelligenza artificiale, robotica, energie rinnovabili, sicurezza informatica o invecchiamento della popolazione.
Questi prodotti possono apparire particolarmente interessanti perché associati ad argomenti molto discussi, ma il successo di una tecnologia o di un settore non garantisce che le azioni comprese nell’ETF siano acquistate a prezzi convenienti o producano rendimenti superiori. Gli ETF tematici possono inoltre presentare costi più elevati, una diversificazione inferiore e forti sovrapposizioni tra società apparentemente appartenenti a temi differenti.
ETF ad accumulazione e a distribuzione
Le società presenti nel portafoglio possono pagare dividendi, mentre le obbligazioni possono generare interessi. Negli ETF a distribuzione questi proventi vengono periodicamente riconosciuti agli investitori secondo le modalità stabilite dal fondo; negli ETF ad accumulazione, invece, vengono reinvestiti all’interno del patrimonio e contribuiscono alla crescita del valore della quota.
Quale modalità è migliore?
Non esiste una risposta valida per tutti. La distribuzione può essere preferita da chi desidera ricevere flussi periodici, mentre l’accumulazione può risultare più coerente con un progetto di crescita del capitale nel lungo periodo. Nella scelta devono essere considerate anche la situazione fiscale e le esigenze personali dell’investitore.
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