ETF spiegati in modo semplice: cosa sono, quanto costano e quali rischi comportano
Replica fisica e replica sintetica
Per seguire un indice, un ETF può utilizzare tecniche differenti. Nella replica fisica completa il fondo acquista generalmente tutti i titoli che compongono l’indice, rispettandone le proporzioni; questa soluzione è più semplice quando il benchmark contiene un numero limitato di strumenti liquidi e facilmente negoziabili.
Nella replica fisica a campionamento, invece, il fondo acquista soltanto una selezione rappresentativa dei titoli. Questa tecnica viene utilizzata quando l’indice è molto ampio oppure comprende strumenti difficili o costosi da acquistare direttamente.
Nella replica sintetica l’ETF utilizza un contratto derivato, generalmente uno swap, stipulato con una controparte finanziaria. Attraverso il contratto, la controparte si impegna a riconoscere al fondo il rendimento dell’indice seguito, mentre il denaro raccolto può essere investito in un paniere sostitutivo che non coincide necessariamente con i titoli presenti nel benchmark.
Il rischio di controparte
La replica sintetica introduce il rischio che la controparte del contratto non riesca a rispettare i propri impegni. La disciplina europea prevede limiti, garanzie e obblighi informativi, ma il rischio non può essere considerato completamente inesistente.
La replica sintetica non è automaticamente peggiore di quella fisica, perché può consentire di seguire con maggiore precisione mercati difficili da replicare direttamente e di ridurre alcuni costi. Presenta tuttavia una struttura meno intuitiva e richiede una maggiore attenzione alla documentazione relativa alle controparti e alle garanzie.
ETF, ETC ed ETN: attenzione alle sigle
Non tutti i prodotti quotati che seguono un indice sono ETF. Gli ETC, acronimo di Exchange Traded Commodities, sono strumenti collegati all’andamento di una materia prima o di un paniere di materie prime e possono essere garantiti da attività fisiche oppure utilizzare contratti derivati.
Gli ETN, acronimo di Exchange Traded Notes, sono invece generalmente titoli di debito il cui rendimento è collegato a un indice o a un’attività finanziaria. ETF, ETC ed ETN possono essere acquistati e venduti in Borsa, ma la loro struttura giuridica e i rischi associati non coincidono.
Guardare oltre il nome commerciale
La presenza delle parole “index”, “exchange traded” o “quotato” non è sufficiente per identificare la struttura del prodotto. Prima dell’acquisto è necessario verificare la tipologia indicata nel KID e nella scheda ufficiale.
Prestito titoli
Alcuni ETF possono prestare temporaneamente una parte dei titoli detenuti a operatori di mercato, ricevendo in cambio garanzie e un compenso. I ricavi ottenuti possono contribuire a ridurre la distanza tra il rendimento del fondo e quello dell’indice, ma l’operazione introduce un ulteriore rischio di controparte, gestito attraverso limiti e garanzie.
La documentazione del fondo dovrebbe indicare se questa attività viene svolta e in quale modo i ricavi vengono distribuiti tra il fondo e la società di gestione.
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