Economia

Rischio Paese: quanto è sicuro investire e fare affari all’estero?

Rischio Paese: quanto è sicuro investire e fare affari all’estero?

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Rischio politico e rischio economico

Il rischio Paese viene spesso suddiviso in grandi categorie. Le classificazioni possono cambiare a seconda dell’ente che effettua l’analisi, ma una distinzione fondamentale riguarda il rischio politico e quello economico-finanziario.

Il rischio politico

Il rischio politico deriva da decisioni delle autorità, conflitti, instabilità o trasformazioni istituzionali capaci di compromettere un’attività economica. Può manifestarsi attraverso:

  • guerre e conflitti civili;
  • colpi di Stato e rivolte;
  • espropri e nazionalizzazioni;
  • revoca di licenze e concessioni;
  • modifiche discriminatorie delle leggi;
  • restrizioni alle importazioni o alle esportazioni;
  • sanzioni internazionali;
  • impossibilità di convertire o trasferire valuta;
  • interruzione dei contratti da parte di soggetti pubblici.

Tra le principali forme di rischio politico vengono tradizionalmente considerate l’espropriazione, la violenza politica e le limitazioni alla conversione o al trasferimento della valuta.

Esproprio e nazionalizzazione

Un governo può trasferire allo Stato la proprietà di un’attività privata, revocare una concessione o introdurre misure che impediscano all’investitore di utilizzare i propri beni. Anche quando è previsto un indennizzo, la somma riconosciuta o i tempi di pagamento potrebbero risultare insoddisfacenti.

Violenza politica

Guerre, rivolte, terrorismo e disordini possono danneggiare stabilimenti, negozi, infrastrutture e merci. Il danno non deriva necessariamente dalla distruzione diretta dell’attività: un conflitto può interrompere i trasporti, chiudere porti e aeroporti, rendere indisponibile l’energia oppure impedire ai lavoratori di raggiungere il luogo di produzione.

Il rischio di trasferimento

Un’impresa straniera può possedere denaro nella valuta locale e, allo stesso tempo, non riuscire a convertirlo in euro o dollari. Ciò può accadere quando la banca centrale dispone di riserve valutarie insufficienti oppure quando il governo introduce restrizioni ai movimenti di capitale.

Il cliente locale potrebbe quindi aver pagato regolarmente nella propria moneta, mentre l’esportatore resterebbe impossibilitato a trasferire la somma fuori dal Paese.

Avere il denaro non significa poterlo trasferire

La disponibilità di valuta locale non garantisce che quella somma possa essere convertita e inviata all’estero. Per chi esporta è importante conoscere anche le regole valutarie e la disponibilità di moneta forte.

Il rischio economico e finanziario

Un Paese può attraversare una crisi economica anche in assenza di conflitti o instabilità politica. Recessione, inflazione elevata, svalutazione, indebitamento pubblico e difficoltà bancarie possono ridurre la capacità di pagamento di imprese e amministrazioni.

Il rischio aumenta quando l’economia dipende da pochi prodotti, da un’unica materia prima o da un numero limitato di mercati esteri, perché uno shock concentrato in uno di questi settori può avere conseguenze sull’intero sistema nazionale.

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