Rischio Paese: quanto è sicuro investire e fare affari all’estero?
Dove documentarsi sul rischio Paese
Le informazioni devono provenire da più fonti, perché ogni organizzazione osserva il Paese da una prospettiva differente e utilizza metodologie proprie.
1. SACE – Mappa dell’Export e Schede Paese
È una delle fonti più utili per le imprese italiane. La mappa interattiva consente di consultare indicatori di rischio e opportunità, dati sull’export, informazioni operative e approfondimenti sui singoli mercati.
È particolarmente utile per:
- esportatori italiani;
- valutazione preliminare di nuovi mercati;
- confronto tra rischio e opportunità;
- informazioni su sanzioni e interscambio;
- individuazione degli strumenti di protezione disponibili.
2. OCSE – Country Risk Classification
L’OCSE pubblica le classi di rischio utilizzate nell’ambito dei crediti all’esportazione sostenuti ufficialmente. La classificazione consente di confrontare il livello di rischio creditizio attribuito ai diversi Paesi secondo una metodologia comune.
È particolarmente utile per:
- crediti all’esportazione;
- confronti internazionali;
- operazioni garantite o assicurate;
- analisi della rischiosità creditizia sovrana.
3. Fondo Monetario Internazionale
Il Fondo Monetario Internazionale pubblica dati macroeconomici, rapporti periodici, valutazioni sulla stabilità finanziaria e documenti dedicati ai singoli Paesi. Le pagine nazionali raccolgono analisi utili per comprendere gli squilibri e le prospettive di ciascuna economia.
È particolarmente utile per:
- crescita economica;
- inflazione e finanze pubbliche;
- debito e bilancia dei pagamenti;
- riserve valutarie;
- programmi di sostegno finanziario.
4. Banca Mondiale
La Banca Mondiale mette a disposizione dati economici, sociali e istituzionali. Gli indicatori sulla governance consentono di approfondire stabilità politica, efficacia del governo, qualità normativa, Stato di diritto e controllo della corruzione.
È particolarmente utile per:
- qualità delle istituzioni;
- contesto economico e sociale;
- confronti tra Paesi;
- analisi della governance;
- valutazioni di lungo periodo.
5. Commissione europea e fonti nazionali
Per sanzioni, restrizioni commerciali, controlli sulle esportazioni e rapporti con Paesi terzi è necessario consultare anche le fonti dell’Unione europea e delle amministrazioni italiane competenti. Le informazioni devono essere aggiornate, perché una misura può entrare in vigore o essere modificata rapidamente.
6. Banche centrali e istituti statistici locali
Le fonti nazionali permettono di controllare tassi, inflazione, riserve, debito, commercio estero e regole valutarie. I dati ufficiali devono comunque essere confrontati con quelli delle organizzazioni internazionali, soprattutto quando esistono dubbi sulla tempestività o sull’affidabilità delle statistiche.
Una fonte sola non è sufficiente
La mappa SACE può fornire un quadro operativo; il FMI può approfondire gli squilibri macroeconomici; la Banca Mondiale può aiutare a valutare la governance; l’OCSE può offrire una classificazione legata al credito all’esportazione. Le informazioni diventano più affidabili quando vengono confrontate.
Una lista di controllo prima di operare
- Il governo è stabile?
Bisogna valutare elezioni, proteste, conflitti e possibili cambiamenti istituzionali. - L’economia è solida?
Crescita, inflazione, debito, cambio e riserve devono essere analizzati insieme. - La valuta è liberamente convertibile?
Occorre verificare eventuali controlli sui capitali e restrizioni ai trasferimenti. - Il sistema bancario è affidabile?
La qualità della banca che gestisce il pagamento è essenziale. - Il contratto può essere fatto rispettare?
Devono essere considerate giustizia, arbitrato e legge applicabile. - Esistono sanzioni?
Vanno controllati Paese, settore, prodotto, banca e controparti. - Il cliente è affidabile?
Una buona valutazione del Paese non sostituisce l’analisi del compratore. - La durata è compatibile con il rischio?
Un credito pluriennale è più esposto ai cambiamenti rispetto a un pagamento immediato. - Quali garanzie sono disponibili?
Pagamento anticipato, credito documentario e assicurazione possono ridurre l’esposizione. - L’impresa è troppo concentrata?
Bisogna valutare quanto una crisi locale inciderebbe sul fatturato complessivo.
Sei concetti da ricordare
- Il rischio Paese riguarda l’intero contesto nel quale avviene un’operazione.
- Comprende aspetti politici, economici, valutari, giuridici e sociali.
- Un cliente affidabile può essere penalizzato dalla crisi del proprio Stato.
- Un punteggio sintetico deve essere integrato con analisi qualitative.
- Rischio elevato e opportunità commerciali possono convivere.
- La protezione deve essere progettata prima della firma del contratto.
Conoscere il Paese prima di scegliere il mercato
Entrare in un nuovo mercato significa valutare vendite potenziali, concorrenti, costi e domanda. Significa anche comprendere il contesto politico e finanziario nel quale il denaro dovrà essere prodotto, convertito e trasferito.
Il rischio Paese non offre certezze, non può prevedere con precisione la prossima crisi e non elimina la possibilità di eventi improvvisi. Permette però di porre le domande corrette prima di impegnare risorse.
Un’impresa che conosce i rischi può scegliere condizioni di pagamento più prudenti, assicurare il credito, diversificare i mercati e inserire clausole adeguate nei contratti. Ignorare il rischio Paese significa invece basare la decisione soltanto sulle prospettive di vendita, senza valutare se il pagamento potrà realmente arrivare.
Il mercato più promettente non è necessariamente quello con la crescita più elevata, ma quello nel quale opportunità, rischi e strumenti di protezione producono un equilibrio sostenibile per l’impresa.
Fonti utili
Per approfondire il rischio Paese e consultare dati aggiornati è possibile utilizzare la Risk & Export Map di SACE, la classificazione del rischio Paese dell’OCSE, le pagine dedicate ai singoli Stati del Fondo Monetario Internazionale e i Worldwide Governance Indicators della Banca Mondiale.
Avvertenza
Il presente articolo ha finalità esclusivamente informative e divulgative. Gli indicatori di rischio possono cambiare rapidamente e non costituiscono una garanzia sull’esito di una singola operazione. Prima di investire o stipulare contratti internazionali è opportuno consultare fonti aggiornate e rivolgersi, quando necessario, a professionisti ed enti specializzati.
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