Rischio Paese: quanto è sicuro investire e fare affari all’estero?
Come viene misurato il rischio Paese
Non esiste una graduatoria universale valida per ogni operazione. Le agenzie di rating si concentrano soprattutto sulla capacità di rimborso degli emittenti sovrani; le società di assicurazione del credito osservano il rischio di mancato pagamento delle esportazioni; le organizzazioni internazionali analizzano crescita, finanze pubbliche, istituzioni e stabilità finanziaria.
La valutazione può essere espressa attraverso lettere, punteggi numerici, classi di rischio o giudizi qualitativi.
Un punteggio non è una previsione certa
Il rating sintetizza le informazioni disponibili, ma non può anticipare ogni evento. Una crisi politica, una guerra o una decisione governativa possono modificare rapidamente il quadro.
La classificazione dell’OCSE
L’OCSE pubblica una classificazione del rischio Paese utilizzata nell’ambito dei crediti all’esportazione con sostegno pubblico. Le classi servono a determinare, secondo le regole dell’accordo internazionale, le condizioni minime applicabili alla copertura del rischio di credito.
Questa scala non deve essere interpretata come una raccomandazione generale a investire o non investire, perché è costruita per uno scopo specifico, collegato al credito all’esportazione.
Rating sovrani
Le agenzie di rating attribuiscono giudizi sulla capacità di uno Stato di rispettare i propri debiti. Il giudizio può influire sul costo al quale il Paese riesce a finanziarsi: un peggioramento del rating può aumentare gli interessi richiesti dagli investitori e produrre conseguenze anche su banche e imprese nazionali.
Il rating sovrano è utile, ma non considera necessariamente con lo stesso peso tutti i rischi operativi che interessano un esportatore o un’impresa industriale.
Indicatori quantitativi
Tra i dati osservati più frequentemente rientrano:
- crescita del prodotto interno lordo;
- inflazione;
- debito e disavanzo pubblico;
- debito estero;
- riserve valutarie;
- saldo della bilancia dei pagamenti;
- andamento del cambio;
- disoccupazione;
- solidità del sistema bancario;
- dipendenza dalle esportazioni di materie prime.
I dati macroeconomici e finanziari pubblicati dalle organizzazioni internazionali consentono di osservare l’evoluzione del Paese nel tempo e di confrontarla con quella di economie simili.
Indicatori qualitativi
I numeri devono essere accompagnati dall’analisi del contesto. Un rapporto debito/PIL elevato può essere più sostenibile in un Paese con istituzioni solide e mercati finanziari sviluppati, mentre un livello più basso può diventare problematico in presenza di entrate pubbliche fragili, instabilità e debito in valuta estera.
Occorre quindi valutare anche:
- stabilità e consenso del governo;
- qualità dell’amministrazione;
- indipendenza della magistratura;
- rapporti internazionali;
- rischio di conflitti;
- trasparenza delle regole;
- capacità di risposta alle crisi.
Il rischio Paese non si legge attraverso un solo numero. Un’analisi attendibile combina dati economici, informazioni politiche e caratteristiche specifiche dell’operazione.
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