Comprare casa o vivere in affitto?
Che cosa comprende realmente il costo della proprietà
Quando si confrontano acquisto e affitto, la rata del mutuo viene spesso considerata come l’unico costo mensile del proprietario. In realtà, chi possiede un’abitazione deve sostenere anche altre spese, alcune regolari e altre imprevedibili.
Tra queste possono rientrare:
- manutenzione ordinaria;
- interventi straordinari;
- spese condominiali non imputabili all’inquilino;
- assicurazione dell’immobile;
- riparazione o sostituzione degli impianti;
- rifacimento di facciata, tetto o ascensore;
- imposte collegate alla proprietà, quando dovute;
- costi legati a una futura vendita.
La manutenzione ordinaria
Ogni abitazione si deteriora con il tempo. Caldaia, infissi, pavimenti, impianti e coperture richiedono interventi periodici. Una parte di queste spese è prevedibile, ma non si presenta ogni mese e proprio per questo viene spesso dimenticata nel confronto con l’affitto.
Una rata di 700 euro non significa necessariamente che il costo abitativo mensile sia pari a 700 euro. Sarebbe opportuno accantonare anche una quota destinata alla manutenzione futura.
Le spese annuali devono diventare mensili
Se si prevede di spendere mediamente 2.400 euro all’anno tra manutenzione, assicurazione e altri costi, nel confronto bisogna aggiungere idealmente 200 euro al mese alla rata del mutuo.
Le spese straordinarie
Il proprietario può trovarsi ad affrontare interventi di importo elevato, come il rifacimento del tetto, l’adeguamento dell’ascensore, la sostituzione della caldaia condominiale o lavori strutturali.
In un condominio, la decisione può essere presa dall’assemblea e generare una spesa difficilmente rinviabile. Prima di acquistare è quindi importante leggere i verbali delle assemblee condominiali, controllare gli eventuali lavori già deliberati e verificare l’esistenza di contenziosi.
Il rischio di svalutazione
La casa viene spesso considerata un bene destinato ad aumentare sempre di valore, ma non è necessariamente così. Il prezzo può diminuire per ragioni economiche, demografiche o territoriali. Un quartiere può perdere attrattività, la popolazione può ridursi, nuove costruzioni possono aumentare l’offerta oppure l’immobile può diventare energeticamente e tecnicamente obsoleto.
Anche quando il prezzo nominale aumenta, il guadagno reale deve essere confrontato con inflazione, imposte, interessi, lavori e spese di vendita.
Il prezzo di vendita non coincide con il guadagno
Se una casa acquistata per 180.000 euro viene rivenduta a 210.000 euro, la differenza di 30.000 euro non rappresenta necessariamente il profitto. Bisogna sottrarre costi iniziali, interessi, manutenzioni, eventuale agenzia e altre spese sostenute.
Un patrimonio poco liquido
Un immobile non può essere trasformato rapidamente in denaro come una somma disponibile sul conto. La vendita può richiedere mesi, trattative e riduzioni di prezzo. In una situazione di urgenza, il proprietario potrebbe dover accettare condizioni meno favorevoli.
Per questo non è prudente considerare la casa come sostituto completo del fondo di emergenza.
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