Make or buy: quando conviene produrre internamente e quando acquistare da un fornitore
Qualità e costo delle non conformità
Il prezzo del fornitore non rappresenta necessariamente il costo complessivo dell’acquisto. Componenti difettosi possono provocare scarti, rilavorazioni, ritardi, resi, richiami e danni reputazionali.
Il costo totale di acquisto dovrebbe comprendere:
- controlli in ingresso;
- campionamenti e collaudi;
- gestione delle contestazioni;
- fermi di produzione;
- trasporti urgenti;
- scorte di sicurezza;
- assistenza ai clienti;
- perdita di vendite dovuta a problemi qualitativi.
Il fornitore meno caro può diventare il più costoso
Una differenza di pochi centesimi sul prezzo unitario può essere annullata da difetti, consegne tardive o interruzioni. La valutazione deve considerare il costo totale di possesso e non soltanto il listino.
Total Cost of Ownership
Il Total Cost of Ownership, o costo totale di possesso, amplia l’analisi includendo tutti i costi collegati alla scelta durante il periodo considerato.
Per l’acquisto esterno possono essere rilevanti:
- prezzo di fornitura;
- trasporto e assicurazione;
- dazi e oneri doganali;
- gestione degli ordini;
- scorte e capitale immobilizzato;
- ispezioni e certificazioni;
- rischio di cambio;
- costi di coordinamento;
- costi di sostituzione del fornitore.
Per la produzione interna vanno invece considerati investimenti, manutenzione, obsolescenza, energia, sicurezza, formazione e impiego della capacità.
La scelta migliore è quella con il minor costo totale coerente con qualità, rischio e strategia.
Tempi di consegna e continuità produttiva
Un fornitore può essere economicamente conveniente ma distante, lento o esposto a interruzioni. Ritardi nei trasporti, crisi geopolitiche, scioperi, eventi climatici e problemi doganali possono bloccare la produzione.
Produrre internamente riduce alcuni rischi, ma non li elimina. Anche l’impresa può subire guasti, carenza di personale, indisponibilità di materie prime e interruzioni energetiche.
La decisione deve quindi confrontare la resilienza delle due alternative.
Il costo della continuità
Scorte di sicurezza, doppie fonti di approvvigionamento e fornitori locali possono costare di più, ma riducono il rischio di arresti. In alcuni settori la continuità vale più del minimo prezzo unitario.
Dipendenza e potere contrattuale
Affidare una lavorazione strategica a un unico fornitore può creare dipendenza. Una volta smantellate competenze e impianti interni, tornare a produrre può richiedere anni e nuovi investimenti.
Il fornitore potrebbe aumentare i prezzi, modificare le condizioni o privilegiare clienti più importanti. Il rischio cresce quando il mercato possiede pochi operatori alternativi.
Prima dell’esternalizzazione è opportuno valutare:
- numero di fornitori qualificati;
- facilità di sostituzione;
- durata e condizioni contrattuali;
- proprietà degli stampi e delle attrezzature;
- accesso ai dati e alla documentazione tecnica;
- clausole di continuità e recesso;
- capacità produttiva del fornitore.
Prezzo iniziale e prezzo futuro
Un’offerta molto bassa può facilitare l’ingresso del fornitore. Dopo la perdita della capacità interna, il potere contrattuale dell’impresa potrebbe ridursi.
Know-how e competenze strategiche
Non tutte le attività devono essere giudicate con criteri esclusivamente economici. Una lavorazione può contenere conoscenze decisive per innovazione, qualità o differenziazione.
Esternalizzare una competenza centrale può ridurre la capacità di progettare nuovi prodotti, risolvere problemi e controllare l’evoluzione tecnologica.
Le attività strettamente collegate al vantaggio competitivo vengono spesso mantenute internamente, anche quando il costo immediato appare superiore.
Comprare un componente significa talvolta comprare anche una dipendenza; produrlo internamente significa sostenere costi ma conservare conoscenza.
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