EBITDA, EBIT e utile netto: che cosa misurano davvero
EBITDA adjusted: utile o pericoloso?
Molte imprese pubblicano un EBITDA adjusted, rettificato o normalizzato. L’obiettivo è mostrare la performance eliminando componenti considerate non ricorrenti o non rappresentative.
Tra le rettifiche più frequenti:
- costi di ristrutturazione;
- spese per acquisizioni;
- contenziosi;
- plusvalenze o minusvalenze;
- piani di incentivazione azionaria;
- svalutazioni;
- eventi eccezionali.
La misura può essere utile se permette di distinguere la gestione ricorrente da eventi davvero occasionali. Diventa problematica quando vengono esclusi costi che si ripetono ogni anno.
“Non ricorrente” non significa automaticamente irrilevante
Ristrutturazioni, integrazioni e contenziosi possono ripetersi con frequenza. Se vengono sempre esclusi, l’EBITDA adjusted rischia di rappresentare un’impresa ideale anziché quella reale.
Le misure alternative di performance
L’EBITDA, soprattutto quando non è specificato dal principio contabile applicabile, può rientrare tra le misure alternative di performance.
Per essere informativo dovrebbe essere:
- definito con precisione;
- riconciliato con una voce del bilancio;
- calcolato in modo coerente nel tempo;
- accompagnato dai dati comparativi;
- spiegato quando cambia la metodologia;
- presentato senza maggiore enfasi rispetto alle misure contabili ufficiali.
Perché la riconciliazione è essenziale?
Permette di passare dal risultato previsto dal bilancio alla misura gestionale, mostrando ogni rettifica. Senza riconciliazione non è possibile capire come sia stato costruito l’indicatore.
EBITDA, EBIT e principi contabili
Nei bilanci italiani redatti secondo i principi OIC, EBITDA ed EBIT non costituiscono automaticamente subtotali obbligatori con una definizione uniforme. Possono essere ricostruiti a partire dallo schema del conto economico, ma la corrispondenza dipende dalle voci incluse.
Nei principi internazionali, l’IFRS 18 introduce dal 2027 subtotali definiti, tra cui il risultato operativo e il risultato prima della gestione finanziaria e delle imposte. Quest’ultimo svolge una funzione simile all’EBIT, ma non deve essere assunto come identico alle definizioni aziendali tradizionali.
Una novità da considerare
L’IFRS 18 è applicabile obbligatoriamente agli esercizi che iniziano dal 1° gennaio 2027, con applicazione anticipata consentita. Mira ad aumentare la comparabilità dei subtotali e la trasparenza delle misure definite dal management.
Settori nei quali l’EBITDA è meno intuitivo
Nelle banche e nelle assicurazioni, interessi e componenti finanziarie fanno parte dell’attività caratteristica. L’EBITDA tradizionale è quindi meno significativo rispetto a imprese industriali o commerciali.
Anche per società immobiliari, leasing e gruppi con numerose partecipazioni è necessario analizzare attentamente la classificazione dei risultati.
Un indicatore diventa utile soltanto quando rispetta la logica economica del settore e viene confrontato con misure costruite nello stesso modo.
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