Scorte di magazzino: quando proteggono l’impresa e quando immobilizzano denaro
Il costo nascosto del magazzino
Il valore contabile delle scorte non rappresenta l’intero costo della loro presenza. Oltre al prezzo di acquisto o produzione, l’impresa sostiene costi di mantenimento.
Tra questi rientrano:
- affitto o ammortamento dei locali;
- personale di magazzino;
- energia e sicurezza;
- assicurazioni;
- software e sistemi di gestione;
- movimentazione e inventari;
- deterioramento, furti e rotture;
- obsolescenza;
- costo finanziario del capitale immobilizzato.
Il costo di mantenimento
Viene spesso espresso come percentuale annua del valore medio delle scorte. La percentuale può includere costo del capitale, spazio, gestione, assicurazione e rischio di obsolescenza.
Un esempio semplice
Un’impresa mantiene scorte medie per 500.000 euro. Se il costo annuo di mantenimento è stimato al 20%, il costo economico del magazzino è:
500.000 × 20% = 100.000 euro l’anno
Ridurre le scorte medie di 100.000 euro può quindi liberare liquidità e ridurre i costi di circa 20.000 euro annui, purché il livello di servizio non peggiori.
La merce ferma continua a costare
Anche quando non viene movimentata, occupa spazio, assorbe capitale e può perdere valore.
Scorte e capitale circolante
Le scorte fanno parte del capitale circolante operativo insieme ai crediti verso clienti e ai debiti verso fornitori.
In forma semplificata:
Capitale circolante operativo = Scorte + Crediti commerciali - Debiti commerciali
Quando il magazzino cresce, aumenta normalmente il fabbisogno finanziario. L’impresa deve utilizzare cassa propria, credito bancario o dilazioni dei fornitori.
Un’impresa può essere in utile e avere poca liquidità
Supponiamo che l’azienda realizzi un utile operativo positivo, ma aumenti le scorte da 800.000 a 1.300.000 euro. L’incremento di 500.000 euro assorbe liquidità anche se non appare interamente come costo nel conto economico.
Utile e cassa non coincidono
La crescita del magazzino può assorbire denaro senza ridurre immediatamente l’utile. Per questo conto economico e rendiconto finanziario devono essere letti insieme.
Il ciclo di conversione della cassa
Il ciclo di conversione della cassa misura il tempo che intercorre tra il pagamento dei fornitori e l’incasso dai clienti.
Ciclo di cassa = Giorni di scorta + Giorni di credito ai clienti - Giorni di debito verso fornitori
Se l’impresa mantiene 70 giorni di scorta, incassa in 60 giorni e paga i fornitori in 40 giorni:
70 + 60 - 40 = 90 giorni
Per circa 90 giorni deve finanziare il ciclo operativo.
Ridurre il tempo di permanenza delle scorte può migliorare la liquidità anche senza aumentare vendite o utile.
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