Scorte di magazzino: quando proteggono l’impresa e quando immobilizzano denaro
Un caso aziendale completo
Un’impresa commerciale presenta i seguenti dati:
- costo annuo del venduto: 4.800.000 euro;
- scorte medie: 1.200.000 euro;
- costo di mantenimento: 18% annuo;
- ricavi: 7.500.000 euro;
- crediti commerciali: 1.500.000 euro;
- debiti verso fornitori: 800.000 euro.
1. Rotazione delle scorte
4.800.000 ÷ 1.200.000 = 4 volte
2. Giorni medi di scorta
365 ÷ 4 = circa 91 giorni
3. Costo annuo di mantenimento
1.200.000 × 18% = 216.000 euro
4. Capitale circolante operativo
1.200.000 + 1.500.000 - 800.000 = 1.900.000 euro
La prima diagnosi
L’impresa mantiene circa tre mesi di scorte e immobilizza complessivamente 1,9 milioni di euro nel ciclo operativo.
Progetto di riduzione
L’azienda individua eccedenze e articoli a lenta rotazione per 250.000 euro. Migliorando previsioni e frequenza degli ordini, riduce le scorte medie a 950.000 euro.
Nuova rotazione
4.800.000 ÷ 950.000 = circa 5,05 volte
Nuovi giorni medi
365 ÷ 5,05 = circa 72 giorni
Nuovo costo di mantenimento
950.000 × 18% = 171.000 euro
Il risparmio annuo stimato è:
216.000 - 171.000 = 45.000 euro
Inoltre vengono liberati 250.000 euro di capitale.
Il doppio beneficio
La riduzione delle scorte può liberare liquidità immediata e diminuire costi ricorrenti. Il beneficio è reale soltanto se il livello di servizio rimane adeguato.
Effetto sul livello di servizio
Dopo la riduzione, le rotture di stock aumentano dal 2% al 7%. L’impresa scopre di aver ridotto in modo uniforme anche articoli critici.
La correzione consiste nel:
- ripristinare scorta di sicurezza sui codici critici;
- ridurre ulteriormente gli articoli non strategici;
- classificare per ABC e criticità;
- rinegoziare lead time con i fornitori;
- migliorare l’accuratezza dei dati.
Tagliare linearmente è rischioso
Una riduzione del 20% applicata a tutti gli articoli ignora valore, variabilità e importanza operativa.
Un cruscotto di controllo
La direzione dovrebbe monitorare:
- valore delle scorte per categoria;
- rotazione e giorni di giacenza;
- copertura futura;
- rotture di stock;
- livello di servizio;
- anzianità delle giacenze;
- valore obsoleto e svalutato;
- accuratezza inventariale;
- lead time medio e variabilità;
- costo di mantenimento;
- scorte su ricavi e costo del venduto;
- capitale circolante e ciclo di cassa.
Una buona gestione del magazzino non cerca il minimo valore assoluto, ma il miglior rapporto tra servizio, rischio e capitale impiegato.
Le domande da porre prima di aumentare le scorte
- La domanda è realmente in crescita o la previsione è incerta?
- Il fornitore è affidabile?
- Il componente è critico?
- Esistono alternative rapide?
- Il prodotto rischia obsolescenza?
- Lo sconto quantità copre il costo di mantenimento?
- Quanto capitale verrà immobilizzato?
- Quale sarebbe il costo di una rottura di stock?
- La scorta aggiuntiva risolve un rischio reale o un problema organizzativo?
In conclusione
Le scorte proteggono l’impresa da ritardi, variazioni della domanda e interruzioni della produzione. Sono quindi una componente necessaria della continuità operativa e del servizio al cliente.
Quando crescono oltre il livello utile, però, immobilizzano liquidità, aumentano i costi di mantenimento e possono trasformarsi in merce obsoleta. Il valore del magazzino deve essere letto insieme a rotazione, giorni di giacenza, livello di servizio e capitale circolante.
Punto di riordino, scorta di sicurezza, lotto economico e classificazioni ABC-XYZ aiutano a differenziare le politiche. Non tutti gli articoli meritano lo stesso livello di attenzione o protezione.
Ridurre le scorte in modo indiscriminato può provocare fermi e vendite perse. Accumularle per prudenza può nascondere inefficienze e consumare denaro. La gestione più efficace interviene sulle cause della variabilità: previsioni, lead time, qualità, dati e coordinamento tra funzioni.
Il magazzino migliore non è quello più pieno né quello più vuoto. È quello che garantisce il servizio necessario con il minor impiego sostenibile di capitale.
Avvertenza
Questo articolo ha finalità divulgative. Formule, livelli di sicurezza e politiche di riordino devono essere adattati a domanda, settore, lead time, deperibilità, criticità e capacità finanziaria dell’impresa. Per progetti rilevanti è opportuno coinvolgere acquisti, produzione, logistica, commerciale, amministrazione e controllo di gestione.
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