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Tutti sappiamo che una retta con coefficiente angolare pari a 1, come ad esempio la bisettrice degli assi cartesiani, ha un angolo di 45 gradi; ma qual è il valore dell’angolo di una retta che ha un coefficiente angolare diverso da 1? In questo editoriale cerchiamo di dare una risposta a tale problema utilizzando alcune funzioni matematiche di Excel.
La lettura e l’interpretazione dei dati, sia che vengano proposti in forma numerica o grafica, sono delle abilità che ogni studente dovrebbe acquisire nel suo percorso di apprendimento. In questo tutorial proponiamo un’attività didattica attraverso l’utilizzo della lavagna interattiva INTERWRITE che ha come obiettivo la realizzazione e la lettura di un grafico a pila, a partire da dati raccolti tramite un questionario in classe.
Una formula 3D è una particolare calcolo che fa riferimento a valori contenuti in celle o in intervalli di celle che occupano la stessa posizione all’interno di più fogli elettronici. Il suo utilizzo è particolarmente indicato quando si lavora con fogli di calcolo “duplicati” contenenti uno stesso prospetto quantitativo e si desidera ottenere alcune informazioni aggiuntive che hanno per oggetto le stesse celle o intervalli di tutti i prospetti.
Un "ipertesto" può essere definito come un insieme di diapositive che devono poter essere consultate in maniera non sequenziale o anche parzialmente. Per realizzare un ipertesto con PowerPoint possiamo idealmente suddividere il lavoro nelle seguenti fasi: progettazione della struttura, realizzazione delle slide, creazione dei collegamenti ipertestuali, assegnazione di effetti e salvataggio del file. Analizziamole.
Quando si lavora su prospetti quantitativi di una certa complessità, può essere utile stampare su carta il foglio di calcolo che evidenzi le formule utilizzate; in questo modo si consente anche a terzi di analizzare il lavoro svolto ed, eventualmente, di apportare correzioni, senza la necessità di lavorare direttamente a video. Dalla versione di Office 2007 la procedura da ulizzre per visualizzare le formule in un foglio di calcolo è stata completamente modificata. Analizziamo, quindi, la nuova procedura.
Quando la tabella non trova capienza in una pagina di un documento, spesso, si procede con la creazione di tante tabelle, una per ogni pagina. Questo modo di procedere, che a prima vista potrebbe sembrare più semplice e rapido, non è consigliato per diverse ragioni: quando le righe di una tabella differiscono per quantità di contenuto, ad esempio, si rischia di avere documenti con pagine “monche” ovvero la cui lunghezza differisce, anche in modo consistente, con le altre pagine del documento; inoltre, poiché Microsoft Word adatta, per impostazione predefinita, la larghezza delle colonne al contenuto delle singole celle, si rischia di avere, se non si creano colonne dalla larghezza fissa, tabelle con layout differenti tra una pagina e l’altra. In questo tutorial analizziamo alcune semplici...
Un foglio di calcolo è composto da una “infinità” di celle ma, spesso, viene utilizzato solo in minima parte per diverse ragioni. Così ad esempio, tanto per citarne qualcuna, diventerebbe difficoltoso individuare le coordinate di cella per la creazione di formule oppure stampare singole parti del foglio di lavoro. Per superare tali difficoltà si preferisce utilizzare più fogli di lavoro facenti parte della stessa cartella. In questo editoriale analizziamo le procedure che consentono di gestire le formule tra diversi fogli di calcolo e quelle che consentono di spostare gli stessi tra diverse cartelle di lavoro.
Interpretare i dati di un grafico non è una operazione semplice, specialmente se quest’ultimo è di tipo “elaborato” come, ad esempio, un grafico a bolle, azionario o radar. Per agevolare le capacità di lettura da parte degli alunni è possibile creare su un foglio di calcolo di Excel una tabella che aggiorni, su richiesta dell’operatore, i suoi dati creandone nuove serie “a caso” ed associare ad essa un grafico che, di conseguenza, visualizzerà in maniera dinamica i dati estratti dalla tabella.