Marketing sensoriale: come profumi, musica e colori influenzano gli acquisti
L’olfatto è uno dei sensi maggiormente legati alla memoria. Un profumo può riportarci a un luogo, a una stagione, a una persona o a un’esperienza vissuta molti anni prima.
Per questo alcuni negozi, alberghi e marchi utilizzano una fragranza ambientale riconoscibile. L’obiettivo non è soltanto rendere piacevole lo spazio, ma creare un’associazione tra quell’odore e l’identità del luogo.
Il profumo che diventa firma
Una fragranza utilizzata con continuità può trasformarsi in una specie di logo invisibile. Il cliente può riconoscere l’atmosfera del marchio ancora prima di vedere insegne, colori o prodotti.
Nei reparti alimentari, gli aromi hanno una funzione ancora più immediata. Il profumo del pane, del caffè, della vaniglia o delle spezie può stimolare l’appetito e rendere più desiderabili i prodotti presenti nelle vicinanze.
Non sempre l’odore proviene direttamente dall’articolo che immaginiamo. Può essere diffuso intenzionalmente oppure arrivare da una zona di preparazione collocata in posizione strategica.
Una piccola prova
Quando senti un aroma molto invitante, chiediti se avevi già intenzione di acquistare quel prodotto. Una breve pausa può aiutare a distinguere la fame reale dallo stimolo creato dall’ambiente.
Una fragranza troppo intensa, però, può produrre l’effetto opposto. Persone sensibili, allergiche o soggette a emicrania possono percepirla come invasiva e abbandonare più rapidamente il luogo.
Un profumo non indica prezzo, quantità o qualità: crea soprattutto un’atmosfera e un’aspettativa.
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