Marketing sensoriale: come profumi, musica e colori influenzano gli acquisti
La musica può modificare il ritmo con cui ci muoviamo. Un brano lento e discreto può favorire una permanenza più lunga, mentre una musica veloce può rendere l’esperienza più dinamica e accelerare gli spostamenti.
Il volume ha un ruolo altrettanto importante. Un ambiente molto rumoroso può spingere alcune persone a decidere rapidamente; una colonna sonora piacevole può invece rendere meno evidente il tempo trascorso nel locale.
La musica può suggerire un’origine
Una melodia associata a un Paese, a una stagione o a uno stile di vita può rendere mentalmente più presenti alcuni prodotti. In un reparto di vini, una musica percepita come francese o tedesca può orientare l’attenzione verso bottiglie collegate a quelle nazioni.
La musica viene scelta anche in base al pubblico. Un negozio rivolto ai giovani può usare brani riconoscibili e ritmati; una struttura elegante può preferire sonorità discrete; un punto vendita affollato può adottare un ritmo più sostenuto.
Non conta soltanto il gradimento del brano, ma la coerenza tra suono, ambiente, pubblico e prodotto. Una musica troppo aggressiva in un luogo dedicato al relax può contraddire l’identità che si vuole comunicare.
Osserva il tuo ritmo
Durante una visita, prova a notare se cammini più lentamente o più velocemente seguendo la musica. Potresti scoprire che la colonna sonora sta regolando anche il tuo passo.
Anche i suoni prodotti dagli oggetti contribuiscono alla percezione. Il rumore dello sportello di un’automobile, il clic di una confezione o il fruscio di un involucro possono trasmettere solidità, precisione o freschezza.
Il suono non accompagna soltanto l’esperienza: può diventare una caratteristica percepita del prodotto.
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