Economia

Prestiti e finanziamenti: come capire il costo reale oltre la rata

Prestiti e finanziamenti: come capire il costo reale oltre la rata

Pagina 1 di 8

Quando si richiede un prestito, l’attenzione cade quasi sempre sulla rata mensile. Una rata apparentemente leggera, però, non indica necessariamente che il finanziamento sia conveniente. Per conoscere il costo reale occorre distinguere il TAN dal TAEG, verificare le spese accessorie e calcolare quanto verrà restituito complessivamente.

“A partire da 99 euro al mese”, “prima rata dopo tre mesi”, “finanziamento a tasso zero”: le pubblicità dedicate ai prestiti utilizzano spesso formule semplici e rassicuranti, costruite per mettere in evidenza l’importo mensile. È il dato che il consumatore comprende più rapidamente, soprattutto quando deve acquistare un’automobile, un elettrodomestico o affrontare una spesa imprevista e si domanda se quella cifra possa essere sostenuta con lo stipendio disponibile.

Una rata bassa, tuttavia, può dipendere da una durata molto lunga e può essere accompagnata da spese di istruttoria, commissioni, costi di incasso, imposte, assicurazioni e altri oneri. Per valutare correttamente un prestito non basta quindi conoscere l’importo da pagare ogni mese: bisogna capire quanto denaro viene effettivamente ricevuto, per quanto tempo dureranno i pagamenti e quale sarà la somma complessiva restituita.

La rata non racconta tutto

Due prestiti possono avere la stessa rata mensile e costi complessivi molto diversi. Uno potrebbe terminare dopo tre anni, l’altro dopo cinque: la rata del secondo apparirà più leggera, ma dovrà essere pagata per un periodo molto più lungo.

Perché esistono TAN e TAEG

Quando una banca o una società finanziaria presta denaro, il cliente deve restituire il capitale ricevuto e pagare un compenso per il suo utilizzo. Questo compenso è rappresentato dagli interessi, ai quali possono aggiungersi diverse spese collegate alla concessione e alla gestione del finanziamento.

Per distinguere queste componenti vengono utilizzati due indicatori principali:

  • il TAN, che esprime soprattutto il tasso di interesse applicato al capitale;
  • il TAEG, che cerca di rappresentare il costo complessivo del finanziamento.

Il TAN è il Tasso Annuo Nominale, mentre il TAEG è il Tasso Annuo Effettivo Globale. Le due percentuali possono risultare vicine quando il finanziamento presenta poche spese, ma possono allontanarsi sensibilmente quando vengono applicati numerosi costi accessori.

Il TAN aiuta a capire quanto pesano gli interessi; il TAEG permette di valutare quanto costa complessivamente il finanziamento.

Che cos’è il TAN

Il TAN indica il tasso di interesse “puro” applicato annualmente al capitale finanziato. Di norma non comprende commissioni e altre spese collegate al prestito e, proprio per questo, non è sufficiente da solo a rappresentare il costo complessivo dell’operazione.

Gli interessi non vengono generalmente calcolati una sola volta sull’intera somma iniziale, ma maturano nel tempo sul debito ancora da rimborsare, secondo il piano di ammortamento stabilito dal contratto. Il TAN viene quindi utilizzato per determinare la quota interessi contenuta nelle rate.

Nominale non significa irrilevante

La parola “nominale” non indica che il TAN sia poco importante o che non venga realmente applicato. Significa semplicemente che il tasso considera gli interessi, ma non fornisce una rappresentazione completa di tutte le spese sostenute dal cliente.

1 2 3 4 5 6 7 8

Continua a leggere

Altri articoli

« Torna alla home page