Prestiti e finanziamenti: come capire il costo reale oltre la rata
Tasso fisso e tasso variabile
Il TAN può essere fisso oppure variabile. Nel finanziamento a tasso fisso, il tasso stabilito dal contratto non cambia durante la durata prevista e il cliente conosce fin dall’inizio l’importo delle rate, salvo eventuali costi derivanti da ritardi o da altre circostanze contrattuali.
Nel finanziamento a tasso variabile, invece, il tasso può cambiare in base all’andamento di un parametro indicato nel contratto. La rata o la durata possono quindi aumentare o diminuire. Questa soluzione può apparire inizialmente più conveniente, ma espone il debitore all’incertezza; prima di accettarla bisogna valutare se il bilancio familiare sarebbe in grado di sostenere un aumento della rata.
Il TAEG di un prestito variabile non può prevedere il futuro
Il TAEG viene calcolato utilizzando le condizioni e le ipotesi previste al momento dell’offerta. Se il parametro di riferimento cambia, il costo effettivamente sostenuto nel tempo può risultare differente.
Il diritto di ripensarci
Nel credito ai consumatori il cliente dispone, in generale, di un periodo durante il quale può recedere dal contratto senza dover fornire una motivazione. Il diritto di recesso può essere esercitato entro quattordici giorni dalla firma, seguendo le modalità indicate nel contratto; se il denaro è già stato ricevuto, dovrà essere restituito insieme agli interessi maturati per il periodo di utilizzo.
Il recesso dal finanziamento non deve essere confuso con il diritto di restituire il bene acquistato, perché i due contratti possono seguire regole e procedure differenti.
Non aspettare l’ultimo giorno
Chi decide di recedere dovrebbe verificare immediatamente le modalità di comunicazione indicate nel contratto e utilizzare un mezzo che permetta di dimostrare l’invio entro il termine previsto.
Il rimborso anticipato
Il consumatore può decidere di restituire in anticipo tutto o parte del debito residuo. In questo modo riduce la durata del finanziamento e gli interessi che sarebbero maturati nel periodo successivo. Per i contratti di credito ai consumatori è inoltre previsto il diritto alla riduzione dei costi collegati alla minore durata, secondo le regole applicabili al contratto.
Prima di procedere è opportuno chiedere all’intermediario il conteggio estintivo, nel quale sono indicati il debito residuo, gli eventuali indennizzi consentiti e la somma necessaria per chiudere il rapporto.
Che cosa accade se una rata non viene pagata
Un ritardo può comportare interessi di mora, solleciti, spese di recupero e altre conseguenze previste dal contratto. Le difficoltà di pagamento possono inoltre incidere sulla storia creditizia del cliente e rendere più difficile ottenere nuovi finanziamenti.
Poiché questi costi dipendono da un comportamento successivo alla firma, non sono normalmente rappresentati nel TAEG iniziale.
Contattare subito il finanziatore
Quando si prevede di non riuscire a pagare una rata, è preferibile rivolgersi immediatamente alla banca o alla società finanziaria. Ignorare le comunicazioni può aumentare costi e difficoltà, mentre un intervento tempestivo può consentire di valutare le eventuali soluzioni disponibili.
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