Activity Based Costing: attribuire i costi in base alle attività realmente svolte
Attribuire i costi indiretti in proporzione alle ore di manodopera, alle ore macchina o ai volumi prodotti può essere semplice, ma non sempre corretto. Nelle imprese moderne una parte crescente dei costi nasce da attività come progettazione, controllo qualità, gestione degli ordini, attrezzaggi, logistica e assistenza. L’Activity Based Costing cerca di rendere visibile proprio questo consumo di risorse.
L’Activity Based Costing, spesso abbreviato in ABC, è un metodo di calcolo dei costi che parte dalle attività svolte dall’impresa. I costi delle risorse vengono prima attribuiti alle attività e successivamente ai prodotti, ai servizi, ai clienti o ai canali che utilizzano quelle attività.
La logica è diversa da quella dei sistemi tradizionali, nei quali i costi indiretti vengono spesso distribuiti utilizzando una sola base di riparto. Se un’impresa produce beni molto differenti per volume, complessità e modalità di gestione, una base unica può creare forti distorsioni.
La logica dell’ABC
Le risorse vengono consumate dalle attività; le attività vengono consumate da prodotti, servizi, clienti e processi. Il costo finale dipende quindi dalla quantità di attività realmente richiesta da ogni oggetto di calcolo.
Un prodotto standard, realizzato in grandi lotti, può richiedere molte ore macchina ma pochi ordini, pochi controlli e pochi attrezzaggi. Un prodotto speciale, realizzato in piccole quantità, può consumare meno ore produttive ma generare numerosi interventi di progettazione, modifiche, collaudi e consegne dedicate.
Se tutti i costi indiretti vengono attribuiti soltanto sulle ore macchina, il prodotto standard rischia di ricevere una quota eccessiva, mentre quello complesso può apparire più redditizio di quanto sia realmente.
L’Activity Based Costing non distribuisce i costi soltanto in base a quanto si produce, ma in base a ciò che bisogna fare per produrre, vendere e servire.
Perché i sistemi tradizionali possono distorcere i costi
I sistemi tradizionali sono nati in contesti nei quali materie prime e manodopera diretta rappresentavano gran parte del costo industriale. I costi indiretti erano più contenuti e potevano essere distribuiti attraverso poche basi.
Nelle imprese automatizzate e multiprodotto, invece, aumentano:
- software e sistemi informativi;
- progettazione e ingegnerizzazione;
- attrezzaggi e cambi di produzione;
- controlli qualità;
- logistica e movimentazione;
- gestione di ordini e clienti;
- assistenza tecnica;
- conformità e certificazioni.
Molti di questi costi non dipendono direttamente dalle quantità prodotte. Dipendono dal numero di ordini, dalla varietà, dalla complessità e dalla frequenza con cui vengono richieste determinate attività.
Il volume non spiega sempre il costo
Produrre mille unità identiche in un unico lotto può costare meno, in termini di attività indirette, che produrre cento unità suddivise in venti ordini personalizzati.
La struttura di base dell’ABC
Il metodo può essere rappresentato in cinque passaggi:
- individuare le risorse impiegate;
- identificare le attività svolte;
- attribuire i costi delle risorse alle attività;
- scegliere i cost driver;
- attribuire i costi delle attività agli oggetti finali.
Risorse ? Attività ? Cost driver ? Prodotti, servizi, clienti
L’ABC non elimina le stime
Anche questo metodo richiede scelte e misurazioni. La qualità del risultato dipende dalla corretta definizione delle attività, dai driver utilizzati e dall’affidabilità dei dati.
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