Prossemica: che cosa racconta la distanza che manteniamo dagli altri
La disposizione degli ambienti modifica anche ristoranti, aule e luoghi di incontro. Un tavolo collocato contro una parete o in un angolo viene spesso percepito come più protetto rispetto a uno situato al centro di un passaggio.
Perché scegliamo spesso gli angoli?
Una parete riduce le direzioni da cui possono arrivare persone e movimenti. Lo spazio diventa più prevedibile e può aumentare la sensazione di sicurezza.
In un ristorante, tavoli molto vicini aumentano la capacità del locale ma possono ridurre la sensazione di intimità. La musica alta costringe inoltre le persone ad avvicinarsi per parlare, modificando indirettamente la distanza interpersonale.
In classe, la disposizione dei banchi influenza partecipazione e visibilità. Gli studenti nelle prime file ricevono più facilmente lo sguardo dell’insegnante; chi siede in fondo può cercare minore esposizione, tranquillità o vicinanza agli amici.
L’aula comunica
Le file tradizionali orientano l’attenzione verso il docente; il cerchio facilita il confronto; i piccoli gruppi favoriscono la collaborazione; una disposizione a ferro di cavallo mantiene visibili sia l’insegnante sia i compagni.
Anche il movimento dell’insegnante ha un effetto. Avvicinarsi a un banco può richiamare l’attenzione senza interrompere la spiegazione, ma una presenza molto ravvicinata può mettere in difficoltà alcuni studenti.
Una buona pratica
Avvicinarsi lentamente, fermarsi lateralmente e lasciare una via libera riduce la sensazione di essere bloccati o osservati dall’alto.
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