Sconti, offerte e acquisti impulsivi: perché spendiamo più di quanto pensiamo
La contabilità mentale
Le persone non considerano sempre tutto il proprio denaro come un’unica disponibilità. Possono creare categorie mentali separate: stipendio, rimborso fiscale, premio, denaro ricevuto in regalo, buono acquisto o vincita.
Una somma inattesa viene spesso spesa con maggiore facilità perché non è percepita come parte del reddito ordinario. La Banca d’Italia richiama il concetto di “contabilità mentale” proprio per descrivere il modo in cui attribuiamo valori e destinazioni differenti al denaro, anche se dal punto di vista economico ogni euro ha lo stesso valore.
Il denaro inatteso non è denaro gratuito
Un rimborso, un premio o una somma ricevuta in regalo aumentano comunque il patrimonio personale. Prima di spenderli è utile decidere quale parte destinare al risparmio, alle spese necessarie e agli acquisti discrezionali.
L’effetto del denaro già speso
Abbiamo acquistato un biglietto per uno spettacolo, ma il giorno dell’evento siamo stanchi e non abbiamo più voglia di andare. Potremmo sentirci comunque obbligati a partecipare perché “ormai abbiamo pagato”.
Lo stesso meccanismo può comparire con un abbonamento poco utilizzato, un corso abbandonato, un progetto costoso o un prodotto che richiede ulteriori spese. Il denaro già speso non può essere recuperato attraverso nuove decisioni sfavorevoli, eppure tendiamo a continuare per giustificare la scelta iniziale.
Dal punto di vista economico sarebbe più utile domandarsi quale opzione sia migliore da questo momento in avanti.
La giustificazione dopo l’acquisto
Dopo aver comprato un prodotto costoso, possiamo cercare informazioni che confermano la bontà della decisione e ignorare quelle contrarie. La mente vuole evitare il disagio di ammettere che la scelta potrebbe non essere stata conveniente.
Questo comportamento può spingerci a difendere un acquisto inutile, a non restituire un prodotto o a continuare a utilizzare un servizio non soddisfacente.
Valutare prima, non difendere dopo
Prima di acquistare è utile stabilire criteri concreti: prezzo massimo, caratteristiche necessarie, condizioni di reso e alternative. Dopo l’acquisto bisogna verificare se il prodotto rispetta quei criteri, senza sentirsi obbligati a giustificarlo.
L’umore modifica il carrello
Stanchezza, tristezza, entusiasmo, noia e stress possono influire sulle decisioni. Comprare produce talvolta una gratificazione immediata: l’attesa del pacco, la scoperta di un’offerta e la sensazione di premiarsi generano emozioni positive, anche se temporanee.
Quando l’acquisto viene utilizzato per migliorare l’umore, il prodotto può diventare secondario rispetto all’esperienza del comprare. Il rischio aumenta nei momenti di stanchezza, quando la capacità di confrontare le alternative e resistere agli impulsi tende a diminuire.
Riconoscere l’acquisto emotivo
Un segnale può essere la difficoltà a spiegare perché il prodotto sia necessario, accompagnata dalla sensazione di doverlo comprare subito. Attendere fino al giorno successivo permette spesso di capire se il desiderio rimane.
La ricompensa che ci concediamo
“Ho lavorato molto, me lo merito”, “ho risparmiato sul pranzo, quindi posso acquistarlo”, “questa settimana è stata difficile”. Premiarsi non è sbagliato; il problema nasce quando la ricompensa diventa una giustificazione frequente per superare il budget.
Il piccolo sacrificio compiuto in un’area può essere utilizzato mentalmente per autorizzare una spesa maggiore in un’altra. Risparmiare 10 euro su un acquisto e spenderne subito 40 per festeggiare il risparmio non migliora il bilancio complessivo.
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