Sconti, offerte e acquisti impulsivi: perché spendiamo più di quanto pensiamo
Le recensioni e il comportamento degli altri
Quando non conosciamo un prodotto, osserviamo le scelte degli altri. Un articolo con migliaia di recensioni, la scritta “più venduto” o numerosi giudizi positivi appare più affidabile. Questa forma di prova sociale può essere utile, ma non racconta sempre tutta la realtà.
Le recensioni possono riferirsi a versioni differenti del prodotto, essere state pubblicate in cambio di vantaggi oppure non rappresentare le esigenze personali dell’acquirente. L’OCSE ha pubblicato indicazioni specifiche sulle recensioni online, richiamando l’importanza della loro autenticità, trasparenza e corretta gestione.
Come leggere le recensioni
- Controllare quelle più recenti.
- Leggere anche i giudizi intermedi, non soltanto i migliori e i peggiori.
- Cercare problemi ripetuti da utenti differenti.
- Verificare se le recensioni riguardano esattamente lo stesso modello.
- Diffidare di testi tutti simili o eccessivamente entusiasti.
L’influencer e il rapporto di fiducia
Un prodotto consigliato da una persona seguita quotidianamente può apparire più affidabile di una pubblicità tradizionale. Il pubblico conosce lo stile, le abitudini e la vita raccontata dall’influencer, sviluppando una sensazione di familiarità anche se la relazione è a senso unico.
Quando il consiglio è sponsorizzato, l’interesse commerciale deve essere chiaramente riconoscibile. Anche in presenza di trasparenza, però, il legame emotivo può influenzare la valutazione. Il prodotto potrebbe essere adatto all’influencer, ma non necessariamente al consumatore, e potrebbe essere mostrato in condizioni ideali, con immagini curate e senza evidenziarne i limiti.
Separare la persona dal prodotto
Prima dell’acquisto è utile cercare recensioni indipendenti, confrontare il prezzo e domandarsi se l’oggetto sarebbe sembrato altrettanto interessante senza la persona che lo presenta.
La personalizzazione della pubblicità
Le piattaforme digitali possono utilizzare informazioni sulle ricerche, sui clic e sugli acquisti precedenti per mostrare prodotti considerati più interessanti per il singolo utente. La pubblicità diventa così più pertinente e difficile da ignorare.
Dopo aver cercato una valigia, possiamo continuare a visualizzare valigie per diversi giorni. La ripetizione produce familiarità e può rafforzare il desiderio di acquistare. Per questo è importante comprendere che i dati diffusi online possono essere utilizzati per la profilazione commerciale.
L’eccesso di scelta
Avere molte alternative sembra sempre vantaggioso. In realtà, un numero eccessivo di prodotti può rendere il confronto faticoso. Quando le informazioni diventano troppe, il consumatore può ricorrere a scorciatoie: scegliere il più venduto, il prodotto sponsorizzato, quello con lo sconto maggiore o l’opzione predefinita.
L’OCSE osserva che, in presenza di sovraccarico informativo, i consumatori online prestano meno attenzione e tendono ad affidarsi maggiormente a regole semplici.
Ridurre le alternative
Prima di iniziare la ricerca è utile stabilire tre o quattro requisiti indispensabili e un prezzo massimo. Tutti i prodotti che non rispettano questi criteri possono essere esclusi, evitando confronti infiniti.
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