Intelligenza artificiale e lavoro: quali professioni cambieranno e quali competenze serviranno
L’intelligenza artificiale sta entrando nel mondo del lavoro attraverso strumenti capaci di scrivere testi, riassumere documenti, analizzare dati, generare immagini, tradurre, programmare, classificare informazioni e assistere nelle decisioni. Il cambiamento non riguarda soltanto le professioni tecnologiche.
Impiegati amministrativi, insegnanti, medici, avvocati, commercialisti, progettisti, addetti alla comunicazione, operatori del servizio clienti e dipendenti pubblici possono già incontrare sistemi di intelligenza artificiale nelle proprie attività quotidiane.
La domanda corretta
Non bisogna chiedersi soltanto quali lavori verranno sostituiti. È più utile capire quali attività potranno essere automatizzate, quali resteranno affidate alle persone e quali nuove responsabilità nasceranno dall’uso dell’intelligenza artificiale.
Una professione è infatti composta da attività differenti. Alcune sono ripetitive e standardizzate; altre richiedono esperienza, giudizio, relazione, creatività, responsabilità e conoscenza del contesto.
L’intelligenza artificiale può quindi ridurre il tempo necessario per svolgere una parte del lavoro senza eliminare necessariamente l’intera professione. In molti casi cambierà soprattutto la distribuzione delle mansioni.
L’AI sostituisce più facilmente singole attività che professioni complete.
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