Intelligenza artificiale e lavoro: quali professioni cambieranno e quali competenze serviranno
Una delle competenze più richieste sarà l’alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale. Non significa necessariamente imparare a programmare un modello, ma comprenderne possibilità, limiti e rischi.
Che cosa comprende l’AI literacy?
Sapere per quali attività viene usato il sistema, quali dati riceve, quali errori può produrre, come verificare i risultati, quando è necessario l’intervento umano e quali informazioni non devono essere inserite.
La formazione non dovrebbe limitarsi a una spiegazione generale. Deve essere collegata agli strumenti realmente utilizzati, alle mansioni dei lavoratori e ai rischi specifici del settore.
Tra le competenze pratiche più importanti ci sarà la capacità di formulare istruzioni efficaci. Una richiesta generica produce spesso un risultato generico.
Una richiesta professionale efficace
Deve indicare il compito, fornire il contesto necessario, chiarire i vincoli, specificare il formato desiderato e prevedere un controllo finale.
Questa capacità viene spesso ridotta alla scrittura del cosiddetto prompt, ma il vero valore non sta nell’utilizzo di formule magiche. Sta nella conoscenza dell’attività da svolgere.
Usare un sistema non significa comprenderlo. La competenza nasce quando si sa anche quando non fidarsi del risultato.
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