Titoli di Stato italiani: come scegliere tra BOT, BTP, rendimento e scadenza
I costi possono incidere in modo significativo, soprattutto quando l’importo è contenuto o la durata del titolo è breve.
Una commissione di 10 euro su un investimento di 1.000 euro rappresenta già l’1% del capitale. Nel caso di un BOT di pochi mesi, questa spesa può assorbire una parte importante del rendimento.
Dal rendimento lordo a quello netto
Rendimento netto = cedole e differenze di prezzo - imposte - commissioni - altri costi
Bisogna verificare spese di acquisto e vendita, eventuale custodia, costi del deposito titoli e condizioni applicate dall’intermediario.
Secondo la disciplina fiscale attualmente applicata, i rendimenti dei titoli di Stato italiani beneficiano generalmente di un’aliquota del 12,5%, più favorevole rispetto a quella prevista per molti altri strumenti finanziari.
Questo vantaggio può migliorare il rendimento netto, ma non rende adatto un titolo con scadenza incompatibile o rischio eccessivo.
La fiscalità non sostituisce la valutazione
Aliquote, plusvalenze, minusvalenze, imposta di bollo e regimi fiscali devono essere verificati al momento dell’operazione, perché le regole possono cambiare.
Chi acquista sopra la pari deve inoltre ricordare che una parte delle cedole verrà economicamente compensata dalla differenza negativa tra prezzo pagato e rimborso finale.
La convenienza si misura sul risultato netto complessivo, non sulla sola cedola.
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