Titoli di Stato italiani: come scegliere tra BOT, BTP, rendimento e scadenza
I BTP, Buoni del Tesoro poliennali, hanno una durata superiore e possono accompagnare il risparmiatore per molti anni. I BTP tradizionali a tasso fisso pagano cedole periodiche e rimborsano il valore nominale alla scadenza.
La cedola viene calcolata sul valore nominale del titolo, non sul prezzo effettivamente pagato sul mercato. Questo dettaglio spiega perché cedola e rendimento non coincidano.
Come funziona un BTP tradizionale?
Il risparmiatore acquista il titolo, riceve le cedole indicate e, mantenendolo fino alla scadenza, ottiene il rimborso del valore nominale, salvo il rischio che l’emittente non riesca a rispettare i propri impegni.
Supponiamo che un BTP abbia valore nominale di 1.000 euro e cedola annua del 3%. Il flusso lordo annuale previsto è pari a 30 euro, normalmente distribuito secondo la periodicità indicata nelle caratteristiche del titolo.
Se il BTP viene acquistato a 1.000 euro, la cedola del 3% corrisponde approssimativamente al 3% del prezzo pagato. Se viene acquistato a 900 o 1.100 euro, il rendimento effettivo cambia anche se la cedola rimane identica.
Cedola e rendimento non sono sinonimi
La cedola è calcolata sul valore nominale. Il rendimento dipende anche dal prezzo pagato, dalla durata residua, dal rimborso finale, dalle spese e dalla fiscalità.
Una cedola elevata può quindi attirare l’attenzione, ma non basta per stabilire se un titolo sia conveniente.
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