Titoli di Stato italiani: come scegliere tra BOT, BTP, rendimento e scadenza
Una strategia possibile consiste nel distribuire il capitale tra più scadenze, invece di acquistare un solo titolo molto lungo.
Supponiamo di avere 20.000 euro non necessari nell’immediato. Invece di destinarli interamente a un unico BTP decennale, la somma può essere suddivisa, a titolo esemplificativo, tra scadenze brevi, intermedie e più lontane.
La scaletta delle scadenze
Una parte del capitale torna disponibile nel breve periodo, una seconda parte negli anni successivi e una terza rimane investita più a lungo. In questo modo non tutto dipende da una sola data.
Questa organizzazione può ridurre il rischio di dover vendere anticipatamente l’intero portafoglio. Permette inoltre di reinvestire progressivamente le somme rimborsate.
Resta però il rischio di reinvestimento: quando un titolo scade o viene pagata una cedola, le nuove opportunità disponibili potrebbero offrire tassi più bassi.
Abbinare titolo e progetto
Spese scolastiche, automobile, ristrutturazione, riserva familiare e integrazione pensionistica hanno orizzonti differenti. La scadenza dovrebbe avvicinarsi alla data prevista dell’obiettivo.
Il rischio nasce quando si sceglie prima il rendimento e solo successivamente si cerca una funzione per il titolo.
La domanda corretta non è “quale BTP rende di più?”, ma “quale scadenza è compatibile con il mio progetto?”.
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